Silvia ROmano, Gramellini, i Sentinelesi. La logica del Social Network e allora i marò?

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Quanto successo in seguito al trafiletto di Gramellini è indicativo. Il mastro di banalità stavolta, cercando di accontentare un po’ tutti, ha invece sortito l’effetto contrario. Tutti contro Gramellini. Da un lato, per i Social Network ha scritto in favore di chi
Pensa, dice o scrive che la giovane cooperante milanese rapita in Kenyada una banda di somali avrebbe potuto soddisfare le sue smanie d’altruismo in qualche mensa nostrana della Caritas, invece di andare a rischiare la pelle in un villaggio sperduto nel cuore della foresta. Ed è vero che la sua scelta avventata rischia di costare ai contribuenti italiani un corposo riscatto.
Dall’altro, Gramellini afferma di aver ricevuto una valanga di email scandalizzate di gente che lo accusava di giustificare Silvia Romano. Cosa che di fatto fa, come può verificare chi abbia la capacità di leggere il secondo paragrafo dell’intervento di Gramellini.
Colpisce, da un lato, che si parli tanto di un articoletto che, come praticamente tutto quanto scrive il buon giornalista, è il trionfo della banalità da salotto, un po’ paternalista un po’ oziosa. Una noia mortale e del tutto inutile.
Ma dall’altro lato c’è da chiedersi: come è possibile che lo stesso testo abbia provocato reazioni di segno opposto? è un problema di analfabetismo funzionale?
Magari è pure vero che il tema possa dividere, ma pare che ci sia un grande isterismo esaltato da un sacco di gente che non comprende il testo (che uno quasi si chiede se l’hanno letto) o impone sue interpretazioni forzate che vanno oltre la lettera, senza capire la differenza.
Tantissimi non riescono a mettere in relazione correttamente la prima e la seconda parte.
Ci sono quelli che si incazzano perché non si può dire nulla di male sui volontari, cosa che Gramellini non fa.
Poi ci sono quelli moderati che rosicano per la presunto mancanza di presa di posizione, ma non è vero.
E quelli che rosicano per la scelta delle parole da “smania” al fatto che, secondo loro, si minimizza in tono paternalstico… ecc.
In buona misura il problema sembra quindi di comprensione critica del testo. Questo pare sottintendere Gramellini che, il giorno dopo, fa un nuovo articolo e lo titola “La riscrivo“, non “puntualizzo” o “porto altri argomenti a mio favore”; no, “La riscrivo”. Fa un’operazione che mette in primo piano la forma, forse troppo complessa in origine?
In verità il problema è la comprensione del testo, ma non tanto nel senso dell’analfabetismo funzionale, ma in quello delle fake news. Logica del social network, ognuno cerca quello che vuole trovare, fino al punto che lo stesso testo provoca reazioni contrarie.
Un caso è abbastanza esemplificativo. In ambito cattolico di destra, si pubblica a intervalli regolari la frase di Ratzinger che dice che bisogna difendere il “diritto di non emigrare”. Frase che viene presa contro i migranti, quando in verità 1) nelle intenzioni del papa questo non toglie (anzi) il diritto alla vita di tutti gli esseri umani e 2) di fatto dice sta cosa per dire esattamente quello che la gente in questione nega, cioè che questi vivono tra fame e guerra, il che va contro al loro diritto di farsi una vita a casa loro. Ma non importa. Quello che interessa è cercare conferma a quello che già pensano. La stessa frase, l’avesse detta la Boldrini, la prenderebbero nel modo opposto.
https://www.youtube.com/watch?v=-iVjYomOJRQ
La stessa cosa per Gramellini; la gente cerca solo quello che gli interessa per fare polemica. La cosa assurda è la reazione rabbiosa, anche questa logica da social network. Il suo errore di comunicazione è stato quello di voler fare un discorso complesso, che dice si X però anche Y. Se parli per sfumature oggi la gente ti attacca. Come quando dici a uno che Hitler era un pazzo criminale, e ti si risponde “e allora Stalin?”.
Il punto vero però è chissenefrega di Gramellini, che non ha mai dato alle stampe qualcosa di degno di nota. Ritorniamo all’inizio, non si capisce perché se ne parli tanto.
Assurdo è accorgersi che il caso di una ragazza italiana rapita, invece di diventare un caso mediatico nella retorica del riportiamola a casa, siamo tutti italiani eccetera, come quanto avvenne per i marò, la povera Silvia Romano è stata ricoperta di insulti. In maniera a dir poco spregevole. Quindi non solo Salvini ha completamente sdoganato l’odio per i negri, ma addirittura l’odio per i negri prevale sull’amore per i connazionali. C’è più razzismo che nazionalismo, più nazismo che fascismo. Come quelli della lazio che odiano la roma più che tifare lazio. Il tutto condito col pauperismo del M5S, per cui oltre a essere una zoccola che aiuta i negri invece degli italiani, ora chissà quanto ci costa liberarla.
Stavolta c’è davvero da obiettare: E allora i marò?
E poi, c’è da chiedersi: fosse stato un maschio sarebbe successo lo stesso? La maggior parte dei commenti sono del tipo “sta pu***na voleva andare a prendere i c***i negri”. Di fatto è innegabile che il problema per questi imbecilli che in massa hanno commentato, è il fatto che si tratta di una femmina. Di solito sono scettico su queste cose, ma stavolta è flagrante.
https://www.youtube.com/watch?v=eWR_j2Fjm4M
Contemporaneamente, un missionario è andato dalla tribù più isolata e aggressiva del mondo per convertirli al cristianesimo ed è stato ucciso dagli indigeni. Lui si che se l’è andata a cercare: è risaputo che i Sentinelesi ti ammazzano se ti avvicini. E andava a rompergli i coglioni, non a curarli. Però non c’è stato nessuno shit-storm.

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