Bisogna difendere la libertà, anche a costo di scontentare i musulmani d’Europa

Condividici

Che Maometto fosse un pedofilo è semplicemente una cazzata. Non perché non sia vero che abbia sposato una bambina e che abbia consumato il rapporto quando la bimba aveva 9 anni. Ma perché semplicemente non si può giudicare un uomo di 14 secoli fa con i criteri di oggi. Altrimenti anche Saffo era una pedofila. E Giulio Cesare. Probabilmente anche Platone e così via.

Immaginiamo un integralista cattolico che pretenda che la cultura greca sia tutta da buttare, dato che erano tutti froci. Ci sarebbe da ridergli in faccia in abbondanza.

O immaginiamo un giudice che dia una multa di, diciamo, 480 euro per aver bestemmiato Gesù Cristo. Sarebbe preso, da tutto, come un’attentato alla libertà. Ancora peggio, come un attentato a secoli di cultura laica e libertaria che dall’illuminismo (almeno) arriva fino a noi. Le basi stesse della civiltà occidentale. Proprio in queste ore, finalmente – ma da decenni non era più applicata – la sindaca Raggi ha eliminato la multa per bestemmia nel comune di Roma. Almeno una cosa giusta l’ha fatta.

Proprio su queste basi si consuma oggi lo scontro più acuto con le popolazioni islamiche, è inutile nascondersi dietro un dito. L’Europa deve assolutamente evitare di fare quanto sta facendo, ovvero accettare ipocritamente l’illibertà manifesta di certe branche della comunità islamica europea in nome di una supposta tolleranza.

LEGGI ANCHE: Tolleranza religiosa e libertà di parola tra ieri e oggi – Le lettere filosofiche di Voltaire

Questo non gioca a favore di nessuno, e sicuramente non a favore della tolleranza. Ma la Corte europea ha deciso lo stesso di condannare una donna austriaca a 480 euro di multa per aver definito il profeta islamico Maometto “un uomo dalle tendenze pedofile”.

Errore gravissimo, anche perché questo dà manforte a chi, con la tolleranza, non sa che farci. E non si parla degli Imam più agguerriti, ma dei Salvini grandi e piccoli. E quindi, essendo un convinto sostenitore dell’accoglienza e della diversità come ricchezza, è con qualche difficoltà che devo schierarmi da questa parte. Ma non posso starmi zitto. In difesa, si signore, del diritto a bestemmiare tutti i profeti e tutte le religioni. Il dovere civile, persino, di scardinare – meglio con la risata che con l’insulto ma tant’è – qualsiasi dogma.

Insomma, non è senza difficoltà che appoggio, da un punto di vista generale, la battaglia di Geert Wilders, politico olandese, fondatore e leader del Partito per la Libertà (PVV) secondo il quale il verdetto della Corte europea è folle.

Poi aggiunge: “Come si può essere condannati per aver detto la verità?”. E su questo punto già devo dissentire, dato che non si tratta della verità, ma di un anacronismo.

Wilders è uno dei più instancabili critici dell’Islam europeo, e per questo vive da anni sotto stretta protezione a causa delle continue e molteplici minacce da parte di musulmani nei suoi confronti. Il che la dice lunga sul clima che si vive oggi. Ha anche affermato che i musulmani in Europa si sentiranno ancora maggiormente legittimati a silenziare i critici della loro religione piuttosto che impegnarsi a rispettare uno dei valori cardine dell’occidente come la libertà d’espressione. Probabilmente è vero, gli do ragione.

LEGGI ANCHE: Il paradosso della tolleranza e il pacifismo insufficiente

“Centinaia di turchi che frequentano le moschee in Olanda hanno già minacciato di rivolgersi ai giudici per ridurmi al silenzio o di rivolgersi a Twitter perché mi cancellino dalla piattaforma. Questo è solo uno degli esempi della necessità malata dei musulmani di ridurre al silenzio i critici dell’Islam”.

Queste scelte sono stupide, non solo perché minano dall’interno una conquista che ha richiesto secoli per essere applicata, né soltanto perché, come pretende Wilders, si dà implicitamente autorizzazione ai musulmani di tappare la bocca a chiunque non sia maomettano. Ma soprattutto perché siamo poi costretti a dare ragione a gente come Wilders, o peggio.

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*