Il libraio di Popoli

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In un’epoca buia come quella che stiamo attraversando, una storia come questa ha il potere di illuminarci. Paolo Fiorucci, trentaquattro anni, ha due amori: l’Abruzzo, la sua terra d’origine e i libri. Dopo essersi laureato in lettere a Chieti, ha fatto per tre anni il portiere di notte a Popoli, un piccolo centro di 5.000 abitanti. Questa fase della sua vita ricorda un personaggio del film di Virzì, “Tutti i santi giorni”, interpretato da Luca Marinelli, il quale si guadagnava da vivere come portiere di notte e divorava libri nel resto del tempo. Quest’estate però la vita di Paolo è cambiata. In uno spazio di 12 mq, a fianco alla lunga scalinata che conduce al castello di Cantelmo, è avvenuto un piccolo miracolo: Paolo qui ha inaugurato la sua libreria.

La sua scelta è controcorrente per due ragioni: da un lato sfida la chiusura delle librerie indipendenti e dall’altro lo spopolamento dei piccoli centri abitati. Ma come confessa Paolo scherzando: “il confine tra coraggio e follia è sempre molto labile”. Eppure lui non vuole dimostrare niente, forse solo lanciare un piccolo segnale. Tra le mura della sua attività, dove adesso infiniti volumi di libri ci accolgono, negli anni ’50 sorgeva la bottega di un falegname, che produceva ruote per carri. In questo passaggio Paolo avverte una continuità: “La carta in fondo viene dal legno”. L’odore di abete ancora oggi inebria chi entra in questo luogo poiché le scaffalature dei libri sono state realizzate da alcuni artigiani.  E così, tra la curiosità e la diffidenza della gente, quest’estate “Il libraio di notte” ha preso vita. Ma cosa significa essere un libraio oggi? Forse essere un po’ come quel falegname, che costruiva ruote per carri. Forse essere un libraio oggi significa proteggere i libri dalla loro lenta scomparsa e mostrarne ancora il valore ma soprattutto essere un punto di riferimento per la comunità. Nella libreria di Paolo infatti non si entra solo per comprare, ma soprattutto per parlare.

 

 

Si potrebbe pensare che sia stato un libro a ispirare la sua scelta, ma invece è stata una canzone di Roberto Vecchioni, intitolata “Il libraio di Selinunte”, da cui nascerà poi anche un racconto omonimo.

Così di notte in quella stanza dove mi dimenticavo il tempo,
io stavo ad ascoltarlo di nascosto mentre lui leggeva
parole di romanzi e versi come cose da toccare
e al frusciare di pagine mi sentivo volare…

“Il libraio di notte” organizza anche incontri letterari e presentazioni di libri, che si tengono a S. Benedetto in Perillis, un antico borgo medievale che oggi conta pochi abitanti.  Il prossimo incontro avverrà domenica 2 dicembre in occasione della presentazione del libro “Dove tornano le nuvole bianche”, una storia tutta dedicata a un viaggio in bicicletta nei luoghi dell’Abruzzo abbandonato.
                                                                                                                                        Carolina Germini

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