Dal Bunga Bunga al giornalista delle fake news come Presidente Rai: l’Italia continua ad essere dileggiata dai media stranieri

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Finiti i tempi del bunga bunga, la stampa internazionale può ringraziare il Movimento 5 Stelle per offrire tanti nuovi spunti per criticare e/o dileggiare il Bel Paese.

Nell’occasione specifica, un ottimo pretesto viene offerto dalla nomina di Marcello Foa come nuovo Presidente della Rai.

Ma lasciamo la parola all’articolo scritto sul britannico ‘The Guardian’ (sia pur da una nostra connazionale. L’umiliazione comunque ha superato i confini nazionali), intitolato ‘Fake news’ journalist made chair of Italy’s state broadcaster (qui per leggere l’articolo per intero in lingua originale): anche se dice molte cose già note, è comunque interessante vedere quale immagine del nostro Paese raggiunga le altre nazioni.

Marcello Foa, giornalista euroscettico che ha spesso condiviso articoli su storie che si sono poi rivelate false, è stato nominato presidente della Rai, con una mossa che ha sollevato timori per l’autonomia dell’emittente televisiva statale.

Foa, che sostiene anche posizioni anti-gay, anti-immigrazione, anti-vaccini e pro-Russia, è stato scelto per il ruolo dalla coalizione di governo formata dalla Lega di estrema destra e dal Movimento Cinque Stelle (M5S) anti-establishment, nonostante le preoccupazioni dai sindacati dei giornalisti.

[…]

Tra le storie false condivise da Foa ricordiamo quella pubblicata durante la campagna elettorale presidenziale degli Stati Uniti – su Hillary Clinton che partecipava a cene sataniche – e un’altra su un presunto piano per rovesciare Donald Trump. Ha inoltre detto che essere gay è anormale e che dare vaccini ai bambini potrebbe provocare uno “shock” nel bambino.

Ha espresso ammirazione per Steve Bannon e Vladimir Putin, e in passato ha collaborato con le agenzie di stampa russe finanziate dallo stato RT TV e Sputnik.

Fonti del settore riportano che l’incarico di Foa potrebbe indurre i giornalisti della Rai a dimettersi in segno di protesta. “Temono la perdita della libertà”, ha detto una fonte.

Molti ipotizzano che la nomina di Foa sia stata resa possibile dopo che Berlusconi ha siglato un accordo con Matteo Salvini, vice premiwe e leader della Lega, venendo rassicurato che i suoi interessi commerciali sarebbero protetti dalle interferenze del governo.

[…]

“Foa ha ottenuto i voti grazie all’accordo con Berlusconi”, ha detto la fonte.

Prima del voto, il leader del M5S Luigi Di Maio ha descritto Foa come un “giornalista indipendente”. Quando Foa è stato presentato per la prima volta a luglio, Di Maio dichiarò che avrebbe aiutato a eliminare i “parassiti” installati dai partiti tradizionali che hanno guidato la Rai per decenni.

“La campagna elettorale del M5S parlaa di ‘mai più conflitto di interessi’ e ‘mai più Berlusconi’, ma poi accade questo (l’elezione di Foa, ndr)”, ha detto la fonte. “Sfortunatamente, è così che sono i movimenti populisti”.

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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