Aborto, la Lega guarda all’Argentina, dove le femministe – che lottano per cambiare una legge del ’21 – vengono minacciate ed aggredite

Condividici

Mentre il deputato della Lega Nord Pillon dichiara di voler ridiscutere la legge 194 (“Oggi non ci sono le condizioni per cambiare la legge 194 sull’aborto. Ma anche noi ci arriveremo come l’Argentina”, ha dichiarato a ‘La Stampa’ il deputato – organizzatore di tre Family Day), in Argentina gruppi neonazisti attaccano le ragazze impegnate nella lotta per la legalizzazione dell’aborto (dopo la bocciatura del disegno di legge avvenuta qualche giorno fa in Senato).

E’ una vera propria caccia ai fazzoletti verdi (con cui le femministe si rendono riconoscibili), come descritto da ‘Cosecha Roja’ (nell’articolo che potete leggere per intero cliccando qui, dove potete vedere anche uno dei video delle aggressioni):

“Nel video si vedono tre uomini di un gruppo neonazista pcchiando un gruppo di adolescenti e attiviste femministe che indossano fazzoletti verdi in Plaza 25 de Mayo a Santa Fe. Le immagini hanno fatto il giro del web e sono arrivati ai mezzi di comunicazione. Da quel giorno le ragazze hanno ricevuto minacce attraverso le reti sociali. Sabato, due giorni dopo il dibattito sul disegno di legge legato all’interruzione volontaria della gravidanza in Senato, dueminorenni hanno attaccato una ragazza di 15 anni mentre usciva da una riunione femminista: le hanno strappato il fazzoletto dalla zaino e le hanno tagliato la faccia con una lametta.

– Affinché sappiano chi sei e non possa camminare più per strada – le hanno detto. […]

La ragazza ha riconosciuto gli aggressori: sono due ragazzini minorenni che già l’avevano minacciata su Instagram. […]

Alcune delle ragazze che hanno partecipato alla riunione di sabato erano state attaccate il martedì precedente dopo un’attività organizzata dal gruppo Juntas a la Izquierda (la sinistra, ndr) di fronte alla Cattedrale. Nel video si vedono cinque poliziotti che cercano di separare le fazioni mentre tre uomini e alcune donne del grupo neo-nazista Bandera Vecinal aggrediscono e minacciano le ragazze in Plaza 25 de Mayo”.

Ciò che mi sembra realmente paradossale è che un deputato del nostro Paese guardi come modello ad un Paese che ha in vigore una legge del 1921 e che nel Paese che ha in vigore la legge del ’21 si debba ancora lottare per ottenere un diritto (un diritto, ribadiamo, giacché nessuno obbliga nessuno ad abortire, né mai lo farà) conquistato dalle Italiane nel 1978 (ma non si tratta dell’unico Paese sudamericano dove ci si deve battere ancora per poter interrompere la gravidanza in maniera sicura: in Cile – dopo la modifica dell’anno scorso – le femministe vogliono estendere la legge, limitando i casi di obiezione di coscienza).

E ciò che mi fa orrore è questo diffuso clima d’odio (hanno intercettato bene questo trend i creativi che hanno ideato la pubblicità che vi proponiamo in coda) che dai social si riverbera nella vita reale – e viceversa (emblematica, nella nostra povera patria, la vicenda dell’uomo che ha denunciato l’annuncio xenofobo in un treno di Trenord e che è stato subissato di insulti e minacce, con la madre che ha dovuto addirittura fare appello a Mattarella per una presa di posizione dello Stato).

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

About erredivi 94 Articles
Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*