Lega vs. Ariano: quando un partito aizza la folla contro un privato cittadino, la democrazia è già finita

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Oggi – non si può più negare senza essere complici – in Italia vige il razzismo di governo. E grazie a Matteo Salvini, abilissimo cavalcatore di onde di cacca, tutti i peggiori rifiuti umani di questo paese stanno uscendo allo scoperto, aizzati direttamente ed esplicitamente, si badi bene, dalla Lega. Lo si è visto col caso dello smalto, con quello del Rolex e le magliette rosse, persino con l’uovo in faccia a Osuake. Quest’ultimo episodio particolarmente interessante perché ha dato l’opportunità alle mandrie di ignoranti di negare ogni accusa di razzismo. Un tempo nessuno ammetteva di aver votato berlusconi, oggi non si vergognano di votare Salvini, “mapperò non sono razzista”.

Tuttavia, sentendosi protetti dal governo, e credendosi in maggioranza (cosa del tutto falsa), stanno pian piano dimenticandosi di doversi vergognare. D’altronde sono aizzati direttamente dal partito e dal politico più in vista in questi tempi. Esiste un metodo sicuro per capire quando un fatto di cronaca è già stato dato in pasto alla parte peggiore del paese: se Ghisberto ne fa una vignetta, allora si è toccato il fondo della bile italica.

E così è successo, con Raffaele Ariano, ricercatore al San Raffaele, che nei giorni scorsi ha denunciato sulla sua bacheca facebook il razzismo di un annuncio del capotreno su cui stava viaggiando.

I fatti sono questi: in un treno regionale, una capotreno fa un annuncio all’altoparlante dai toni e i contenuti che sono quanto meno poco adatti a un pubblico ufficiale. Alcuni passeggeri fanno presente il fatto, sui social o direttamente a Trenord, e uno di loro diventa il bersaglio di commenti e messaggi d’odio via Twitter e Facebook, incoraggiati dalla Lega.

Ariano riporta la frase: “I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perché avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i coglioni”.

Come ha ricostruito l’indagine interna dell’azienda, però, l’annuncio pare un tantinello fuori misura:

“fin dalla partenza un passeggero camminava di vagone in vagone lasciando dai sedili un biglietto con la richiesta di aiutare lui e la sua famiglia.” Non c’erano, quindi, torme di “molestatori” pronte a scatenare l’inferno sul regionale.

#trenord Milano-Mantova delle 12.20, martedì 7 agosto, ore 12.50 circa. Dagli altoparlanti, un'operatrice Trenord (il…

Zve?ejnil(a) Raffaele Ariano dne Úterý 7. srpen 2018

A un certo punto, però, sulla vicenda piombano Matteo Salvini e la Lega. Il primo ha promesso di “fare tutto quello che è in mio potere per evitare che la CAPOTRENO che ha allontanato molestatori e ZINGARI che disturbavano i passeggeri non sia punita in nessun modo” (pare che riceverà una sanzione); la seconda, invece, ha sostanzialmente aizzato i suoi seguaci contro il ricercatore.

++ ????A CAUSA SUA LA CAPOTRENO ESASPERATA DAI CONTINUI BORSEGGI DEI ROM RISCHIA IL POSTO ++Tu stai con la capotreno o con…

Zve?ejnil(a) Lega – Salvini Premier dne ?tvrtek 9. srpen 2018

Da giorni, quindi, Ariano è letteralmente sommerso di insulti e minacce.

“Hanno detto che sono ‘vigliacco’, ‘la rovina dell’Italia’, che ‘puzzo come Saviano’, commenti sulle probabili dimensioni del mio organo genitale. E anche che ‘non porto degnamente’ il mio cognome”, racconta. Un commentatore ha anche affiancato una sua foto ad un treno piombato, scrivendo: “ecco il tuo trenino, destinazione Polonia, solo andata”.

E ancora: “Ora hai ottenuto la popolarità che volevi. Quando ti rapineranno ricordati il tuo post e ricordati che per colpa del tuo buonismo forse una persona perderà il posto di lavoro”. “Sei ridicolo”. “Radical chic del c…, portali a casa tua i reietti”

Detto ciò, il punto non è la modalità della denuncia; e nemmeno la presunta “esasperazione” della capotreno, portata a somma giustificazione di quelle frasi.

Il punto è che un partito politico e persone con ruoli istituzionali hanno deliberatamente scatenato la folla contro un privato cittadino, mettendolo alla gogna e lasciando alla mercé degli istinti più laidi e brutali.

E anche una piccola vicenda, di per sé poco rilevante, restituisce perfettamente, come in una fotografia a colori e con tutti i dettagli a fuoco, il pessimo clima in cui ci troviamo. Di come stiamo andando, a grandi passi, verso la violenza più cieca e stupida.

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