Cile, la coalizione di Governo boccia la uguaglianza salariale: sì alla parità, ma solo sulla carta

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Ad inizio giugno, in un articolo dedicato al movimento femminista che stava scuotendo il Cile – ‘Cile, l’Onda Femminista che vuole ribaltare lo status quo (con l’appoggio del 70% della popolazione)’ – mi chiedevo: “Riusciranno le donne cilene ad ottenere davvero questo desiderato ribaltamento di paradigma?”

La risposta è arrivata martedì scorso, a distanza di circa due mesi: se i deputati del Parlamento hanno votato in generale a favore della riforma costituzionale che stabilisce che è dovere dello Stato promuovere l’uguaglianza di dirittà e dignità tra donne e uomini, rifiutando ogni forma di violenza, abuso o discrimanzione arbitraria, hanno poi bocciato nel particolare 16 dei 18 articoli proposti.

Tra di essi, quello che ha generato maggiori polemiche, l’articolo legato alla parità salariale fra uomo e donna: “E’ dovere dello Stato l’attuazione del principio di uguaglianza di remunerazione tra uomini e donne che facciano uno stesso lavoro”, sarebbe stata la frase da inserire nell’articolo 19 della Costituzione cilena.

Doveroso il condizionale, perché Chile Vamos, coalizione di Governo che raggruppa quattro partiti di centro, centrodestra e destra (leggiamo sulla pagina Wikipedia dedicata al progetto che ha in Sebastián Piñera – anche Presidente della Repubblica – il suo leader), ha deciso di opporsi all’articolo in questione: con 79 voti a favore e 68 contrari, l’articolo non ha raggiunto il quorum necessario per l’approvazione.

Sdegnate le reazioni sui social dei parlamentari favorevoli alla riforma in toto (soprattutto per la doppiezza della coalizione di Governo, favorevole alla riforma ma solo nella teoria):

A quanto pare, è necessario che l’Onda riprenda il proprio cammino.

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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