Claudio Marazzini: L’italiano è meraviglioso, ma si prospetta un futuro piuttosto buio

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L’Italiano è meraviglioso – Come e perché dobbiamo salvare la nostra lingua. Ce lo spiega il presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini nel suo ultimo libro. Noi, oltre a riportare un estratto della recensione pubblicata su Treccani.it, ricordiamo che nel nostro piccolo cerchiamo di sensibilizzare e far partecipare tutti al nostro dizionario collettivo Torna a casa lessico. Aiutaci anche tu!

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Il presidente dell’Accademia della Crusca ci dice la sua sulla lingua italiana, sul suo stato di salute e su alcune vicende che la riguardano: si sofferma in particolare sui cambiamenti lessicali e sull’attuale tendenza ad accogliere troppo facilmente gli anglismi per una «gratuita esterofilia» che – avverte perentorio il Presidente – diventa subito provincialismo. Lo fa in un libro, L’italiano è meraviglioso. Come e perché dobbiamo salvare la nostra lingua, ricchissimo di argomenti (nell’indice si contano più di 80 titoletti) tutti calati nella nostra quotidianità e che si legge molto piacevolmente. Un libro in cui si tracciano le sorti di un italiano, tanto “meraviglioso” da diventare assai presto la lingua europea più colta e raffinata, che però va incontro a un futuro poco rassicurante; evenienza che tuttavia potrebbe essere scongiurata – come si augura il presidente Marazzini – se i cittadini sapranno essere più consapevoli e più orgogliosi della propria lingua.

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La seconda parte, Dove va l’italiano: un futuro piuttosto buio, è dedicata alla vicenda, addirittura arrivata in tribunale, che, negli ultimi anni, ha visto contrapporsi italiano e inglese nell’insegnamento universitario al Politecnico di Milano. La Corte Costituzionale ha stabilito che l’italiano non può essere escluso dai livelli più alti dell’istruzione pubblica. La sentenza della Corte – fa giustamente osservare Marazzini – non nega la «possibilità di usare l’inglese, ma semplicemente invita all’uso dell’italiano quando non sia necessario staccarsi da esso» e «difende il diritto di scelta necessario alla libertà didattica» per garantire la qualità dell’insegnamento. La posizione del presidente Marazzini è chiara: nessuno è contrario all’uso dell’inglese nella scienza, negli scambi internazionali e nella ricerca, nessuno è contrario al plurilinguismo o all’ingresso di forestierismi; invece – ribadisce il Presidente – va contrastato il proliferare di anglismi non necessari: perché dire street food anziché “cibo di strada”? competitor al posto di “concorrente”? endorsement e non “sostegno”? (uno dei capitoli del libro si intitola proprio Scansare gli anglismi inutili).

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Claudio Marazzini, presidente dell’Accademica della Crusca

Infine nell’ultima parte, Come cambia la lingua senza tradire il passato, il Presidente passa in rassegna alcuni dei dubbi più frequenti sull’italiano: la punteggiatura, gli accenti (rùbrica o rubrìcaPàdoan o Padoànse stesso o sé stesso?), gli apostrofi (E’ o È?), le maiuscole e le minuscole (i nomi dei giorni della settimana, dei mesi dell’anno ecc.), i verbi difficili (soddisfando o soddisfacendoesigito o esattoredarre o redigere?), i neologismi (petaloso e webete non potevano mancare!) e i femminili di professione (sindacaministra e anche… presidenta!). Un interessantissimo repertorio di usi “giusti” e “sbagliati” conclude dunque questo viaggio attraverso la storia della lingua italiana in compagnia del Presidente della massima istituzione che la custodisce e la promuove: una guida competente e appassionata che ha deciso di prendere posizione rispetto alle politiche linguistiche di chi ci governa e di indicarci rimedi e soluzioni per “salvare” la nostra lingua.

Leggi tutto l’articolo di Stefania Iannizzotto, Università degli studi di Firenze

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