Crisitano Ronaldo alla Juventus: un affare per chi? Per Mendes, non per gli operai della Fiat

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Cristiano Ronaldo è un nuovo giocatore della Juve. A meno che non vi troviate in vacanza su un’isola deserta senza alcuna maniera di connettervi alla rete, la notizia sarà giunta alle vostre orecchie. D’altra parte, se foste su un’isola deserta, dubito mi leggereste e quindi suppongo che sappiate già che Cristiano Ronaldo giocherà l’anno prossimo per la Juventus.

Chi è Cristiano Ronaldo? A meno che non siate totalmente disinteressati al gioco del pallone (dubito anche in questo caso mi leggereste), sapete che Cristiano Ronaldo è il miglior calciatore al mondo in coabitazione con l’ultimamente sottovalutato Leo Messi.

Ha vinto nella sua carriera, tra le altre cose (ché staremmo troppo ad elencare tutto): un europeo con la nazionale portoghese (nessuno aveva mai vinto niente con la casacca del Portogallo, nemmeno il leggendario Eusebio), cinque campionati (tre col Manchester United, due col Real Madrid), cinque palloni d’oro e cinque Champions League (una con i ‘Red Devils’, quattro con le ‘Merengues’).

Alla Juventus va proprio con la speranza di far vincere ai bianconeri la tanto agognata Champions, divenuta ormai ossessione (la stessa di Buffon che non è riuscito ad appendere i guantoni al chiodo e inseguirà la Coppa a Parigi, “tradendo” così i colori bianconeri): dopo 7 anni di scudetti consecutivi (con un ottavo ipotecato con un fuoriclasse come CR7 in campo) la ribalta nazionale non basta – è necessario superare gli sfottò degli avversari (che ricordano fino a dove arriva lo strapotere bianconero: “Fino al confine”)

Come comunicato dal club bianconero sul sito ufficiale, CR7 è costato 100 milioni (pagabili in due anni) + 12 milioni di costi addizionali (destinati al procuratore Mendes, di cui parleremo poco più avanti): si tratta del trasferimento più caro della storia del calciomercato italiano. Considerando lo stipendio stellare che il portoghese percepirà, a 33 anni, l’operazione costerà nel complesso 340 milioni (come riportato da ‘The Guardian’).

Secondo Paolo Bandini, sempre sulle colonne de ‘The Guardian’ (in un articolo che potete leggere cliccando qui) si tratta d’un affare, sostanzialmente:

“Ronaldo aveva già trasformato le finanze della Juventus prima ancora che accettasse l’offerta. Mentre le voci sul suo arrivo imminente sono andate aumentando nei giorni scorsi, il prezzo delle azioni del club è aumentato vertiginosamente. Il quotidiano ‘Secolo XIX’ ha notato giovedì che il valore di mercato del club è passato da 665 a 815 milioni di euro – abbastanza (teoricamente) per coprire il costo di trasferimento del giocatore. Dopo un crollo, quei numeri hanno continuato a crescere.

[…] Ronaldo potrebbe rallentare i propri ritmi ma ha comunque segnato 44 gol nella scorsa stagione, inclusi due gol e un assist contro la Juventus nel suo stadio nei quarti di finale della Champions League.

Abbiamo bisogno di chiederci come si inserirà in questa parte della Juventus? Massimiliano Allegri è un pragmatico che ha già adattato la sua squadra innumerevoli volte durante i suoi quattro anni alla guida, mantenendo il dominio domestico della sua squadra nonostante le partenze di Tevez, Pogba, Leonardo Bonucci e molti altri ancora.

E’ solito dire ai giornalisti che i manager possono cambiare una partita di non più del 5%. L’impatto di un giocatore come Ronaldo è molto più grande”.

Secondo il giornalista di ‘Marca’ (in un articolo che potete leggere qui) Juan Ignacio García-Ochoa, invece, si tratta di un affare in cui perdono tutte le parti in causa: Real Madrid, Cristiano Ronaldo e Juventus.

Il Real Madrid:“I blancos perdono 50 gol a stagione e una nuova opportunità di separarsi da una delle loro leggende come merita. Come Raul o Casillas di recente, CR7 esce dalla porta sul retro. […] 100 milioni sono una quantità straordinario per un giocatore di 33 anni, ma non per Ronaldo. Le leggende non hanno prezzo”.

Cristiano Ronaldo: “dovrebbe pensare Cristiano che lo stato che ha ora non se l’è guadagnato da solo. Dietro di sé ha avuto il club più grande del pianeta e alcuni compagni di squadra spettacolari che hanno giocato per lui. Ramos, Marcelo, Benzema, Modric, Casemiro … Il calcio è uno sport di squadra, non di un solo giocatore. […] Come il Real Madrid deve riflettere, così deve fare Cristiano e chiedersi perché il club blanco lo lascia andare per 100 milioni di euro. E perché non ci sono manifestazioni alla porta del Bernabéu per la sua vendita”.

E, infine, la Juventus: “Il colpo del secolo, dicono in Italia. Sì, in termini di impatto, l’acquisto è spettacolare. Ma per ora si tratta solo di questo, di impatto. Entro una settimana, il club italiano, che ha faticato a raccogliere i soldi, deve iniziare a pensare a come ammortizzare un’operazione da 345 milioni di euro (112 del trasferimento e 60 lordi a stagione) da un giocatore che è ad un passo dai 34 anni.. Che Ronaldo sia in una forma fisica impressionante è certo. Ma non dimentichiamo che nella scorsa stagione ha saltato sette partite di campionato e sei Copa del Rey perché ha dovuto riposare, perché a 33 anni verso i 34 il suo corpo ha bisogno di essere dosato per rendere nei momenti chiave. Ovvero, CR7 non ha trovato l’elisir dell’eterna giovinezza”.

Sicuramente è stato un grande affare per Mendes, come sottolineato da Pippo Russo (che sul superagente portoghese ha scritto un libro) in un articolo pubblicato ieri da Lettera43 (e che potete leggere per intero cliccando qui) che evidenzia come il procuratore di CR7 stia puntando all’Italia per riprendere l’ascesa bloccata da problemi di vario tipo (giudiziari, in primo luogo): “L’affare Cristiano Ronaldo-Juventus ha già un vincitore e il suo nome è Jorge Mendes. Sarà infatti il superagente portoghese a incassare i maggiori dividendi di una vicenda di calciomercato nata all’improvviso e montata a ritmi frenetici. E si tratta di dividendi non soltanto economici. Per il capo di Gestifute è infatti un ritorno in grande stile al centro dei giochi d’altissima finanza calcistica, dopo un biennio d’appannamento dell’immagine che ne aveva messo a repentaglio la fama di uomo più potente del calcio globale. […] C’è odore di Superlega europea e Mendes sa sempre dove tira il vento. E, dunque, ecco subito realizzato l’affare che porta João Cancelo in bianconero: oltre 40 milioni di euro per un terzino, tutto ossigeno per il Valencia dell’amico Lim. E adesso la giostra di Ronaldo in bianconero. Comunque vada è tutto potere che si accresce, mentre in Portogallo si registra per la prima volta l’en plein: tutte e tre le grandi nell’orbita di Gestifute, dopo che la destituzione del presidente Bruno de Carvalho ha riaperto le porte dello Sporting Portugal. Mendes pareva in declino, e invece è in pieno rilancio sia pur partendo dalle retrovie. E fino a che troverà club lieti di «pagare 200 euro per una patata» (copyright di Bruno de Carvalho), continuerà a mantenere il ruolo da power broker del calcio globale. In attesa che la bolla speculativa esploda per tutti”.

Per certo, è un caso di inquità sociale, che ha portato l’Unione Sindacale di Base dello stabilimento Fca di Melfi a proclamare lo sciopero:

È inaccettabile che mentre ai lavoratori di Fca e Cnhi l’azienda continui a chiedee da anni enormi sacrifici a livello economico la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l’acquisto di un calciatore“.

“Ci viene detto che il momento è difficile, che bisogna ricorrere agli ammortizzatori sociali in attesa del lancio di nuovi modelli che non arrivano mai.

E mentre gli operai e le loro famiglie stringono sempre più la cinghia la proprietà decida di investire su un’unica risorsa umana tantissimi soldi!

È giusto tutto questo? È normale che una sola persona guadagni milioni e migliaia di famiglie non arrivino alla metà del mese? Siamo tutti dipendenti dello stesso padrone ma mai come in questo momento di enorme difficoltà sociale questa disparità di trattamento non può e non deve essere accettata.

Gli operai Fiat hanno fatto la fortuna della proprietà per almeno tre generazioni, arrichiscono chiunque si muova intorno a questa società, e in cambio hanno ricevuto sempre e soltanto una vita di miseria.

La proprietà dovrebbe investire in modelli auto che garantiscano il futuro di migliaia di persone piuttosto che arricchirne una soltanto, questo dovrebbe essere il fine di chi mette al primo posto gli interessi dei propri dipendenti, se ciò non avviene è perché si preferisce il mondo del gioco, del divertimento a tutto il resto”.

Sono contento che ancora ci sia qualcuno che, tra panem et circenses, c’è chi ancora pretende il panem.

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Faccio anche altro per campare, però poi mi dicono che il problema sono i migranti.

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