Dal rolex di Sfera Ebbasta al rolex di Gad Lerner: la realtà supera la fantasia (a destra)

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Parlammo a ridosso del primo di maggio del tweet di Sfera Ebbasta che – dopo aver preso parte al concertone – cinguettò

Tesi a giustificarlo:

“Non è questa forse l’era in cui dovremmo essere imprenditori di noi stessi?
L’era del precariato e delle partite iva artefici del proprio stesso successo (poco importa si tratti di una chimera) o del proprio fallimento (ben più facile da ottenere)?

Lui, a 25 anni, ce l’ha fatta. E’ sul palco del Primo Maggio come una Superstar. Ha due rolex al palso, come probabilmente vorrebbe una abbondante fetta della sua fanbase (quella che ha superato la pubertà, quantomeno).

Non mi scandalizza”.

Siamo di nuovo su Twitter, ma stavolta non è un trapper a parlare degli orologi al proprio polso.

E’ Gad Lerner, “63 anni, giornalista, presidente del comitato editoriale di Laeffe e blogger” (leggiamo nella sua bio social).
Gad Lerner, giornalista 63enne che iniziò a scrivere nella metà dei ’70 su ‘Lotta Continua’ e che ha proseguito mostrandosi sempre come un uomo di sinistra.

Da buon uomo di sinistra, ha deciso di aderire all’appello alla solidarietà e all’umanità lanciato da ‘Libera’: “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”. Un appello con invito ad indossare quest’oggi un indumento rosso come simbolo contro la barbarie che sta travolgendo l’Italia (nei modi, nei contenuti e nei toni della vita sociale e politica).

Con un giorno d’anticipo, da buona avanguardia, Gad ha postato una foto con #magliettarossa (senza hashtag non vale), invitando i propri follower a seguirlo

Alla risposta di un utente “Bel terrazzo”, Gad Lerner ha risposto (secondo alcuni ironico, secondo me piccato)

Ho visto il botta e risposta in prima battuta come screenshot su Facebook: pensavo fosse fake. Invece, è tutto vero.

Inevitabile, è giunta l’ironia dei social

Io, intanto, stento ancora a crederci.

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Faccio anche altro per campare, però poi mi dicono che il problema sono i migranti.

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Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Faccio anche altro per campare, però poi mi dicono che il problema sono i migranti.

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