Germania fuori dal Mondiale: karma, maledizione o hybris?

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(Breve parentesi Mondiale dedicata ai nostri amici tedeschi nel primo giorno di pausa dall’inizio della competizione)

C’è chi ha parlato di karma.

Ed è andato a ripescare i tweet di Ballack all’indomani della mancata qualificazione azzurra al Mondiale russo, quando l’ex campione di Bayern Monaco e Chelsea faceva ironia su Twitter per la mancata qualificazione degli azzurri al Mondiale (post poi rimossi, ma li potete vedere nello screenshot postato di seguito, ad imperitura testimonianza). O, ancora, ha pescato foto di supporter in gita in Russia intenti a farsi beffe di noi (vedi l’immagine a corredo dell’articolo).

Si sa che i tedeschi sono così con noi, d’altra parte. Un po’ ci amano e un po’ ci odiano. Non smettono mai di dimostrarcelo.
Lo stesso Goehte un po’ ci amava e un po’ ci odiava, figuriamoci il resto della popolazione.

C’è chi ha parlato di maledizione.

Ed è andato a guardare le sorti delle ultime tre selezioni campioni del mondo, poi eliminate nella edizione successiva già nella fase a gruppi (vedi l’Italia nel 2010, la Spagna nel 2014 e – ancor prima – la Francia nel 2002).

Io, al limite, parlerei di hybris.

La hybris di chi si trova dinnanzi ad un girone alla propria portata e sottovaluta le avversarie. Atteggiamento non esattamente nuovo in terra tedesca (ricordiamo ancora come in occasione di Euro 2012 dovevano far di noi un sol boccone), ancora una volta fatale: dopo la sconfitta all’esordio contro il Messico, tre punti un po’ casuali contro la Svezia (con annesse decisioni arbitrali dubbie) e un’altra sconfitta contro la Corea del Sud (perché ognuno ha la Corea che si merita); in totale, tre punti, ultimo posto nel girone e fine dell’avventura.

E anche stavolta, per la Germania, la Russia l’è fatale (in barba ai proclama degli ultras tedeschi di matrice neonazista).

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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