La crisi dei migranti in Italia, negli Stati Uniti e gli interventi per esportare la democrazia

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Avrete sicuramente avuto modo di vedere, condiviso magari dai vostri contatti più reazionari (ma comunque solerti nel cercare informazioni che avvalgano le loro ipotesi che ci votrebbero nel pieno di una crisi migratoria senza precedenti), il video di un giovane youtuber riuscito – dall’alto delle sue ricerche su Google – a divenire un vero e proprio trend setter della websfera destrorsa.

Si tratta di Luca Donadel, giovane che ottenne la ribalta per un video postato qualche tempo fa (‘La verità sui “MIGRANTI”‘, condiviso anche da Salvini in persona) e che ha da poco ottenuto centinaia di migliaia di view (!) tra YouTube (da cui vi embeddiamo il contenuto) e Facebook per un video intitolato ‘La verità su AQUARIUS e SAVIANO’ (con Donadel, sole verità).

Nel video, tra un attacco a Saviano (ritenuto ormai da tutti il gran visir dei buonisti tricolore – vi linko questo interessante articolo circa l’uso fuori luogo di alcune parole nell’universo della versione tricolore dell’alt-right) e un elogio a Salvini, Donadel segnala come la crisi migratoria sia sorta in seguito all’intervento occidentale in Libia, che ha portato alla fine del regime di Gheddafi (nel 2011).

Come evidenziato anche qui, però, Donadel dimentica un aspetto fondamentale: l’intervento in Libia ha visto il supporto dell’Italia. E in Italia, in quel momento storico, al Governo c’era Silvio Berlusconi, appoggiato dai fedeli alleati della Lega Nord.

Non dico che con un altro Governo non saremmo comunque intervenuti (è noto il nostro essere subalterni più che alleati, nei rapporti con gli States), ma è poco onesto esaltare il leader attuale della Lega Salvini (siamo certi che avrebbe impedito la guerra in Libia. Sì, ne siamo certi) per poi attribuire al mondo democratico le cause della “crisi” migratoria.

Al netto di ciò, il ragionamento di Donadel circa il fatto che la guerra in Libia è (quantomeno una con)causa della situazione migratoria attuale, è uno dei pochi validi effettuati dal 24enne.

Ed è un ragionamento che si può attribuireanche  alla situazione migratoria negli Stati Uniti, seguente a decenni di interventi militari in centro e sud america, volti a garnatire pace e stabilità (secondo la prospettiva statunitense, ovviamente).

L’infografica che vi proponiamo di seguito è abbastanza eloquente

E se adesso abbiamo dovuto assistere alle terribli scene delle famiglie clandestine separate (gli audio che hanno fatto il giro del web sono quantomeno agghiaccianti) ed ingabbiate, la colpa è un toto degli Stati Uniti: non solo per l’inumana idea in sé di separare i figli dai genitori affinché sia più facile il rimpatrio dei clandestini ricattati, ma soprattutto per aver voluto esportare la democrazia, laddove non richiesto.

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Faccio anche altro per campare, però poi mi dicono che il problema sono i migranti.

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Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Faccio anche altro per campare, però poi mi dicono che il problema sono i migranti.

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