Salvini, Orban e gli altri populisti di destra che spopolano in Europa: il ritratto dell’Independent

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Diventato venerdì scorso Ministro dell’Interno, il leader della Lega Matteo Salvini è diventato – ancor più che in campagna elettorale – un generatore automatico di attacchi ai migranti e all’Europa.

E così, dopo aver creato un mezzo incidente diplomatico con la Tunisia (dopo aver dichiarato “La Tunisia esporta spesso galeotti”, ha quest’oggi rettificato: “Sono disponibile a incontrare nel più breve tempo possibile il mio omologo tunisino per migliorare la cooperazione. Ognuno giustamente difende le sue posizioni. Da parte mia, appena passata la fiducia, sono pronto a prendere un aereo”), ha messo in chiaro con chi farà asse in Europa, per rivedere le politiche continentali (specie sui migranti).

“Oggi ho avuto una telefonata lunga e cordiale con il primo ministro ungherese, Viktor Orbàn, che ci ha fatto gli auguri di buon lavoro e con cui lavoreremo per cambiare le regole di questa Unione europea”, ha detto Salvini a Fiumicino durante il comizio per lanciare il sindaco leghista alle amministrative. Proprio quell’Orban di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa.

Che abbiano deciso di seguire una stessa linea, d’altra parte, non sbalordisce nessuno, se è vero che l’Independent ha messo i due leader assieme in un articolo dedicato alle destre europee che in questi mala tempora sembrano avere il sostegno di una buona fetta della popolazione.

L’articolo, intitolato ‘The right-wing populists doing well across Europe, from Marine Le Pen to Viktor Orban’ (La destra populista fa bene in Europa, da Marine Le Pen a Viktor Orban), riassume le posizioni dei leader dei partiti di destra di Ungheria, Italia, Austria, Francia, Slovenia, Germania e Polonia.

Ve le proponiamo di seguito, omettendo quelle di Salvini (che riteniamo note e che comunque potrete vedere replicate nelle tendenze dei suoi colleghi) e del Presidente della Polonia (di cui vi abbiamo parlato in passato per vari atti di reazionarismo. Qui l’ultimo). Se volete comunque leggere come l’Independent parla di questi altri due leader potete pur sempre leggere l’articolo originale, cliccando qui.

Viktor Orban – Ungheria, Fidesz

Primo Ministro dell’Ungheria

– Minaccia di chiudere le ONG che aiutano i migranti
– Ha dato vita ad una campagna d’odio statale contro George Soros (al netto di tutto, Soros rimane comunque un personaggio quantomeno dubbio, ndr)
– Vuole rimuovere i controlli e i contrappesi costituzionali

“Abbiamo sostituito una democrazia liberale naufragata con una democrazia Cristiana del XXI secolo”.

Heinz-Christian Strache – Austria, FPO

Vice primo ministro dell’Austria

– Vuole allontanare l’Islam dalla vita pubblica austriaca
– Minaccia di chiudere le moschee
– Vuole porre fine alle sanzioni contro la Russia (il che non è necessariamente un errore, ndr)

“Mettiamo fine a questa politica di islamizzazione il prima possibile”.

Marine Le Pen – Francia, Front National

Seconda alle elezioni presidenziali francesi

– Vuole politiche per favorire i “nativo” francesi
– Dice che avrebbe promosso un referendum sull’UE
– Vuole cacciare i migranti irregolari

“Non mi sento offesa quando sento il presidente Donald Trump dire “America first”. Infatti, voglio l’America prima per gli americani, voglio la Gran Bretagna prima per i britannici e voglio la Francia prima per i francesi”.

Janez Janša – Slovenia, Slovenian Democratic Party

Leader del primo partito sloveno

– Dichiara che il paese è gestito da una cricca ex comunista
– Ha nominato gli alleati politici tramite agenzie di stampa
– E’ stato incarcerato per presunta corruzione ma riabilitato dalla Corte costituzionale

“Il nostro partito mette primo la Slovenia e gli sloveni”.

Alexander Gauland – Germania, AfD

Leader del primo partito tedesco nella Bundestag negli ultimi decenni

– Dice che l’Islam non è parte della Germania
– Vuole vietare in pubblico i simboli islamici
– Vuole abbandonare l’Euro

“Una squadra tedesca o inglese non è tedesca o inglese nel senso classico del termien da molto tempo”.

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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