“Ciao Amore” – la copertina Der Spiegel e la paura dei tedeschi

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‘Der Spiegel’, rivista settimanale con la maggior tiratura in Germania, dedica una copertina all’Italia in cui si vede una forchetta da cui pende uno spaghetto, annodato in forma di cappio.

Si dice che l’orso abbia più paura lui di te che tu di lui. La Germania, forse, ha più paura di noi di quanta noi ne abbiamo di lei.

Il titolo “ciao amore”, non necessita traduzione. Questo è il sottotitolo:

“L’Italia si autodistrugge – e trascina l’Europa con sé”.

Ottimisti, non c’è che dire. E fantasiosi come solo i tedeschi sanno fare. Strano che non ci hanno messo un mandolino. Persino il disegno della copertina è tanto casereccio che come titolo sarebbe stato più efficace – ma questo loro non lo sanno – un romanesco “ciao core”.

A parte gli scherzi però, leggendo il sottotitolo ci accorgiamo di qualcosa di più inquietante. Personalmente infatti posso anche essere d’accordo che l’attuale governo – se Di Maio e Salvini porteranno avanti davvero le loro politiche – significa che l’Italia si autodistrugge. Quel che mi preoccupa è quel “trascina l’Europa con sè”. è paura o è una minaccia? Probabilmente entrambe le cose. Insomma anche i tedeschi si sono accorti che se crolla l’Italia, crolla tutto. Germania e Francia per primi. Ha poco senso dire, come alcuni, che per i governi pseudofascisti altrove non hanno detto niente. Il punto è che l’Italia, malgré soi, è una colonna portante dell’Europa. Economicamente.

Nasce quindi un sentimento contrastante. Che l’Europa crolli, la Germania non lo può permettere (nè la Francia nè l’Italia se è per questo). Potrebbe quindi essere la volta buona che i tedeschi, di fronte a persone altrettanto ottuse e al malcontento tutto intorno comincino a dare flessibilità all’Europa. In fondo, è ormai chiaro che il problema dell’Europa non è la Grecia, né l’Italia o i paesi del sud. Il problema dell’Europa è la Germania, come è sempre stato nella nostra storia.

Infatti, la Germania di oggi ha paura soprattutto della Germania di ieri. Del nazismo e quindi dell’inflazione. Non tanto dell’Italia; e credo anche che, poveretti, ogni volta che dicono qualcosa che ci offende, lo fanno invece con le migliori intenzioni. Come un orso che ti graffia per accarezzarti. Vedono il fascismo arrivare dall’Italia, e ne hanno paura. Un ottimista direbbe che nessun paese in Europa, forse, è più vaccinato per fare il possibile onde evitare crisi economiche e derive politiche. E avendo un indiscusso ruolo leader nell’Unione, avrebbe qualche carta da giocare insieme alla Francia per far calare il malcontento.

Dall’altro alto, però, c’è il precedente della Grecia. Se la Germania ha paura, è anche vero che non bisogna mai fare incazzare i tedeschi. Andare in Europa a muso duro, come potrebbero gli esponenti di questo governo, e dichiarare cose estreme sul signoraggio e simili in modo da terrorizzare la classe imprenditoriale straniera e le casse degli Stati, potrebbe portare tempeste economiche non da poco. Rovinare l’Italia allo stesso modo significherebbe però distruggere un’economia che in verità, tra tutte le difficoltà strutturali, è viva e vegeta. Un popolo molto più numeroso, una ricchezza procapite incomparabile. Sarebbe un atto di violenza degno di una guerra.

Ma senza andare troppo lontano in azzardate ipotesi, il punto è semplice: in Europa hanno paura di noi. E noi abbiamo paura dell’Europa. Chi fa bene ad avere paura, è ancora presto per dirlo. Sarà un’estate caldissima. Vedremo le azioni del governo, e le reazioni dell’Europa.

Ma fosse solo questo: il problema è che l’Italia sta nel bel mezzo del Mare Nostrum. Il che fa di noi non solo la frontiera più calda dell’immigrazione africana, ma anche il punto più orientale di occidente. A un passo dalla Turchia, un salto e sei in Siria, Israele; mentre Trump e Putin giocano a chi ce l’ha più grosso e il mondo islamico vive una crisi… della madonna.

Un territorio strategicamente così importante, se non ha un governo competente, capace di trattare da pari con gli altri, senza farsi fregare da chi è più informato, potrebbe trovarsi in guai seri.

RDV e AM

 

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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