Luigi Di Maio e le piroette su impeachment, Matteo Salvini ed euro – ipse dixit

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Premesse a questo post (semi)muto:
– la coerenza non è, notoriamente, la primaria delle virtù degli uomini politici (e forse è anche una virtù sopravvalatuta).
– approfondendo, noteremmo in molti altri esponenti problemi di coerenza (ma, al momento, è il protagonista del post in questione a voler mettere in piedi un Governo – più o meno a tutti i costi. Per questo posiamo su di lui l’attenzione).
– approfondendo, frattanto, noteremmo nello stesso esponente molti altri problemi di coerenza su svariati altri temi.

Di Maio e l’impeachment per Mattarella

27 maggio 2018: “Io chiedo di parlamentarizzare questa crisi, utilizzando l’articolo 90 della Costituzione, per la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica. E chiedo alle altre forze politiche di appoggiarla”.

29 maggio 2018: “Prendo atto che Matteo Salvini ‘cuor di leone’ non vuole fare l’impeachment e lì ci vuole la maggioranza. Se abbiamo sbagliato qualcosa lo diciamo: ma una maggioranza c’è in Parlamento fatelo partire quel governo ma basta mezzucci. Perché di governi tecnici, istituzionali, non ne vogliamo. Perché quelli traseno e sicc e si mettono e chiatte (“nascono senza pretese poi si allargano”, ndr) come diciamo noi. La maggioranza in Parlamento c’è. La maggioranza c’è se si vuole risolvere questa crisi e rassicurare i mercati si faccia partire un governo che ha già un programma chiaro”.

Di Maio e Salvini (una rapida ricerca ci/vi consentirebbe di trovare affermazioni di segno uguale e contrario)

30 ottobre 2017: “Se Salvini cerca di rifarsi una verginità politica ammiccando ancora a un’alleanza con noi sbaglia di grosso. Ripeto per l’ennesima volta: il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze con i partiti che hanno disintegrato il nostro Paese. Ricordo anche a tutti che la Lega di Salvini ha praticamente votato la fiducia al governo Gentiloni per far passare una legge elettorale truffa e che quindi, anche a causa loro, passerà una legge di bilancio che massacrerà ancora gli italiani. Per noi è imperdonabile. Ed è imperdonabile tradire i propri elettori per avere in cambio delle poltrone”.

21 aprile: “Credo fortemente nel fatto che con la Lega di Matteo Salvini si possa fare un buon lavoro per questo paese, possiamo fare cose molto importanti”.

Di Maio e l’euro

13 dicembre 2014: “Uscire dalla moneta unica significa più energia nostra, più investimenti per le imprese, e significa meno troika, e quindi meno tasse e meno stritolamento dei nostri connazionali”.

27 maggio 2018: “Non c’era l’uscita dall’euro nel programma. Savona aveva detto in passato che in casi estremi si poteva pensare a un piano B, ma noi non lo abbiamo nemmeno preso in considerazione”.


(in questo video, troviamo sia le dichiarazioni circa l’impeachment, quanto quelle circa la non uscita dall’euro con Savona Ministro dell’Economia).

O ancora:

18 dicembre 2017: “Se si dovesse arrivare al referendum, che però io considero una extrema ratio, è chiaro che io voterei per l’uscita. Perché significherebbe che l’Europa non ci ha ascoltato. Ma io vedo oggi una opportunità dall’Europa”.

9 gennaio 2018: “Non credo che per l’Italia sia più il momento di uscire dall’euro”

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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