Berlusconi è tornato (e la battutaccia ad Aosta ne è la conferma) – VIDEO

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E’ tornato candidabile, dopo essere stato riabilitato dal Tribunale di Sorveglianza di Milano.

Ed è tornato il sagomone di sempre, mettendolo in mostra ad Aosta. (Ad onor del vero, non crediamo qualcuno abbia mai temuto per la verve di Berlusconi, tantomeno dopo il siparietto durante la prima conferenza stampa post consultazioni con Mattarella. Che mettiamo di seguito, per non dimenticare).

Ai margini di un comizio elettorale nel capoluogo della Valle d’Aosta, il leader di Forza Italia s’è reso protagonista di uno dei suoi classici siparietti: durante il momento dei doni (come tributo al leader), Berlusconi si trova dinnanzi ad un quadro realizzato da un’artista valdostana e un cavallino in ceramica, tipico prodotto dell’artigianato locale. Ma Berlusconi – che si trova sul palco con il coordinatore regionale di Forza Italia, Massimo Lattanzi, ed una giovane signorina – non vuole il quadretto, né tantomeno il cavallino.

“Posso scegliere io? Preferisco lei”, dice Silvio, rivolgendosi alla giovane.

Che, dal canto suo, dinnanzi alle avance di un 81enne, non può fare altro che sgranare gli occhi, allibita.

Ma ciò che allibisce noi, più della battuta dell’ex Premier (che a battute di questo tipo ci ha abbondantemente abituato), è la risposta di Massimo Lattanzi che – dopo aver sottolineato come la ragazza fosse sua figlia – ha detto, con un servilismo capace di sorpassare a destra la genitorialità: “Sei un buongustaio”.

“Sei un buongustaio”

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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