Roberto Mancini – Italia è UFFICIALE: sulla panchina azzurra il tecnico che da giocatore, in azzurro, non riuscì mai a lasciare il segno

Condividici

Erravo. Quella legata a Roberto Mancini non è stata una “ridicola pantomima” come la precedente fantomatica trattativa per portare sulla panchina dell’Italia Carlo Ancelotti: nella serata di ieri, infatti, il tecnico ex Inter ha firmato ilcontratto che lo legherà alla Federcalcio per i prossimi due anni (con opzione per altri due).

Mancini percepirà “appena” due milioni di euro all’anno (più premi): un’inezia se paragonata alle cifre guadagnate in Russia (quattro milioni e mezzo a stagione) e un bel segnale per il calcio in toto (da parte di un tecnico cui hanno spesso attribuito una vena da mercenario, specialmente nell’ottica delle costose campagne acquisti pretese ai propri presidenti).

D’altra parte, al netto della ragione economica, per Mancini si tratta di una possibile rivincita dopo aver avuto un rapporto quantomeno burrascoso con l’azzurro quando in campo ci scendeva come calciatore: nonostante possa essere considerato tra i maggiori talenti espressi dall’Italia tra gli anni ’80 e i ’90, l’ex bandiera della Sampdoria non riuscì mai a lasciare il proprio segno con la casacca della Nazionale, anche a causa di difficoltà nei rapporti coi propri allenatori.

Anche per questo (per vicende di una trentina d’anni fa, per intenderci), c’è chi ha espresso forti critiche per la scelta di Mancini:

Dal canto mio, ritengo che dopo Ventura (il cui palmares – non dovremmo dimenticare mai – non va oltre tre campionati vinti tra dilettanti e serie C) qualunque uomo sarebbe stato quello giusto al posto giusto. Ancor meglio se l’uomo in questione è Mancini, un tecnico dall’indubbio spessore internazionale (che ha allenato in Inghilterra, Turchia e Russia) che avrà finalmente la possibilità di scegliere tutti i calciatori che desidera, senza doverli chiedere a nessun presidente.

Inoltre, finalmente, Balotelli – che dal neo Ct è stato lanciato in Serie A – avrà la possibilità di riscendere in campo con l’Italia, dopo un ostracismo durato 4 anni.

Ad annunciare questo probabile ritorno, è stato proprio Mancini nella conferenza stampa di presentazione: “Balotelli è un giocatore italiano, sicuramente ci parleremo e sicuramente lo chiameremo perché rivogliamo vederlo come quando disputò gli Europei con Prandelli”.

Un Mancini che, oltre ad avere messo in luce una buona dose d’orgoglio (“Penso che la Nazionale sia il massimo orgoglio e la massima aspirazione per tutti noi. Poi nel corso della carriera vanno fatte delle scelte e c’è chi magari può aver bisogno di un club di vivere i giocatori tutti i giorni. Io credo che nella mia carriera sia arrivato il momento giusto”), ci ha regalato un po’ di sano ottimismo: “L’Italia ha vinto 4 Mondiali, vuol dire che si può vincere anche senza allenare i giocatori tutti i giorni. Credo che anche adesso la Nazionale possa contare su giocatori di qualità, magari giovani, ci vorrà un po’ di tempo, ma ce la possiamo fare”.

Dopo l’umiliazione dell’eliminazione contro la Svezia, una sferzata d’ottimismo è quantomai necessaria.

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Faccio anche altro per campare, però poi mi dicono che il problema sono i migranti.

About erredivi 81 Articles
Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Faccio anche altro per campare, però poi mi dicono che il problema sono i migranti.

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*