Elon Musk è Iron Man – la privatizzazione della pace nel mondo tra fumetto e realtà

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  • Il personaggio di Tony Stark è esplicitamente ispirato a Elon Musk – Elon Musk si sente come Iron Man (tweet) – Il potere tecnologico di un “supercattivo” (ologrammi) – privatizzare la pace nel mondo – Elon Musk il cyborg postumanista.

1.

Robert Downey Junior, attore protagonista di Iron Man, passò qualche settimana in compagnia di Elon Musk per osservarlo, in modo da ispirarsi per il suo personaggio, Tony Stark.

Stark è un ricchissimo e geniale produttore di armi e altri gingilli di tecnologia avanzata. È anche un soldato; per motivi di guerra ha un “reattore arc” nel petto, che lo mantiene in vita ma che allo stesso tempo lo uccide lentamente perché radioattivo. Il reattore arc produce moltissima energia, tanto da essere il motore non solo della vita di Tony Stark, ma alimentando anche, all’occasione, la avanzatissima armatura robotica che Iron Man indossa per salvare il mondo.

La scena del film Iron Man 2 con Elon Musk nella parte di sè stesso

Nel mondo dei fumetti, si posiziona a metà fra Batman – il suo superpotere è la tecnologia, che si può permettere di avere in esclusiva grazie alle sue industrie – e Superman: vola, i proiettili rimbalzano sul suo petto, solleva enormi pesi ecc. Super man è l’uomo di acciaio, Tony Stark di ferro.

Quel che distingue Superman dagli altri supereroi (si veda una famosa scena di Kill Bill) è il fatto che per lui il travestimento è l’uomo normale, Clark Kent. Mentre il suo abito, il suo vero essere, è quello di Superman. Quello che distingue Iron Man, è che lui non si traveste affatto. Rivela senza problemi la sua identità al mondo. E in quanto arma umana, garantisce la pace nel mondo. C’è dunque anche qualcosa di Capitan America, se non fosse che Tony Stark entra in conflitto diretto con il Governo Americano, non è affatto un soldato fedele, ma un magnate eccentrico. E, a differenza di Bruce Wayne, non ci stupiremmo se evadesse qualche tassa. In fondo, commercia in armi.

Questo è il personaggio. Al di là delle esagerazioni fumettistiche, però, non è un caso se per ispirarsi a un uomo che abbia tanto potere l’attore abbia deciso di osservare Elon Musk.

2.

Se qualcuno, oggi – e per la prima volta nella storia – ha il potere, potenzialmente, di un supercattivo da fumetto, quello è Elon Musk. Potrebbe, se non domani molto presto, entrare nei server dell’ONU e mandare un video alle nazioni del mondo in cui minaccia di distruggere la terra se non gli viene consegnato un trilione di dollari con tanto di mignolino alzato.

Non possiede la bomba atomica, per quanto si sa. Ma nel giro di qualche anno è partito all’assalto di Marte e del mercato automobilistico con le macchine Tesla. Nel 2019 dovrebbe partire Sema, il progetto di camion col sistema Tesla destinato a rivoluzionare il trasporto su ruote, in termini di sicurezza e di consumo. E di tracciabilità degli spostamenti.

Sperimenta nella robotica. È amministratore di diverse aziende all’avanguardia nell’energia solare (SolarCity), viaggi interplanetari (SpaceX). Progetta treni supersonici ad aria compressa (Hyperloop). Ha realizzato prodezze come far atterrare, senza neanche un graffio, un razzo che tornava dallo spazio. è attivo in tutti i campi delle frontiere tecnologiche. Spesso è lui stesso a incarnare la frontiera; ha spostato il limite del possibile in molti campi, praticamente da solo. Praticamente come Tony Stark nel suo mondo. Non ha un cuore radioattivo, per quanto si sa.

Non ha per niente l’aria di essere un supercattivo; ma se facesse parte del suo piano? Oltre ad accumulare potere economico e tecnologico (e quindi, sempre, militare) risulta pure simpatico e intelligente. Ha fatto moltissime apparizioni in spettacoli televisivi e al cinema. Una, tra l’altro, proprio in Iron Man 2, dove Tony Stark, il genio tecnologico più geniale di tutto il mondo, e presuntuosissimo, si dice interessato ai suoi progetti, lo tratta da pari.

“no, non farò un’armatura da Iron Man” Elon Musk

E i parallelismi non finiscono qui: quando Tony Stark progetta la sua arma(tura) lo fa guardando degli ologrammi tridimensionali che girano nell’aria. Elon Musk ha twittato che anche lui, per progettare il famoso razzo per andare su Marte e cominciare a colonizzarlo (a partire secondo Musk dal 2022), ha fatto proprio così. E ha pubblicato un video per farci vedere come progetta e stampa in 3d i suoi marchingegni. Quel che nel film è fatto con effetti speciali per sembrare futuristico, Musk lo usa già da qualche tempo. Ha il livello di tecnologia di Iron Man, e glielo fanno notare; ci tiene a sottolinearlo. Ha un’immagine pubblica pulita e di successo, simpatica, accessibile, “pop”, pur essendo considerato un genio inarrivabile e come tale trattato. Se si candidasse alle elezioni americane, potrebbe vincere. Ma non lo farà.

3.

In una scena di Iron Man 2 – proprio il film in cui c’è un cameo di Musk – Tony Stark è messo di fronte a una commissione militare governativa per imporgli di consegnare le sue armi avanzatissime al governo, in nome della pace. Ovviamente, nessuno Stato/nazione può accettare che un privato cittadino sia militarmente più potente del suo esercito. Ma Tony afferma, beccandosi l’applauso di tutto il pubblico:

“Volete la mia proprietà? Non potete averla. Ho privatizzato con successo la pace nel mondo.”

Questo è quel che accade nella finzione. Oltre a rivelare la sua identità, Iron Man è diverso da tutti gli altri supereroi perché è anche un supercattivo. Non è simpatico (spiderman), non è gentile (superman), non è tormentato (batman). È ricco bello e potente, lo sa, e se ne approfitta. Di fatto tiene tutto il mondo sotto scacco, con le sue armi; fa esattamente quello che non riesce a un supercattivo. Quando qualcuno minaccia il mondo, Iron Man non solo interviene come salvatore; ma anche come concorrente. Un conflitto di potere che ha qualcosa di simile a quello tra Stato e Mafia, per il controllo del territorio. Infatti, i nemici di iron Mano sono potenze politiche non allineate con gli USA e la loro idea di pace mondiale (Iran, Siria…). In ogni caso, Iron Man prende il posto dello Stato. Di tutti gli Stati. Il bello è che questo rapporto con lo Stato e con la proprietà, lo rende ancora più americano di Capitan America.

Musk, costruendo un impero tecnologico avanguardistico, con tentacoli ovunque – ovviamente questo non fa parte di un piano – sta conquistando il potere di fare qualcosa di simile. Privatizzare la pace nel mondo, in tutti i sensi che questo può significare, anche solo passando per le nuove fonti di energia a basso costo, trasporti superveloci e nuovi pianeti per tutti.

Inoltre, Elon Musk ha una teoria chiara per quanto riguarda il pericolo dell’Intelligenza artificiale, il che ci riporta, di nuovo, a Iron Man. Infatti, Musk ritiene che l’IA sia un pericolo per l’umanità, come lo riteneva Hawking e in fondo come tutti siamo in grado di capire facilmente. Hawking sconsigliava di svilupparla troppo. Musk ritiene che questo sia inevitabile, e che la soluzione sia altrove: fondersi con le macchine. Tra le innumerevoli iniziative infatti gestisce anche Neuralink, un’azienda di ricerca biomedica per sviluppare elettrodi da impiantare nel cervello, e arrivare ad accrescere le nostre capacità cognitive.

Insomma, Elon Musk è un vero Iron Man, letteralmente: già progetta di potenziarsi con l’aiuto della tecnologia. Di potenziare tutta l’umanità.

Questo elemento la dice lunga sul Musk-pensiero, se si conosce anche vagamente l’ideologia post-umanista, a cui dimostra di aderire. Forse a ragione. Il pensiero postumanista riconosce la necessita di un superamento dei canoni del pensiero umanista, dal momento che la tecnologia è entrata (sta entrando) a modificare la stessa natura umana. Qualcosa su cui ci sarebbero fiumi di inchiostro da versare, e che in fondo sta già accadendo.

Non solo per quanto riguarda l’influenza che i cellulari e gli schermi hanno sulle nostre vite, ma per qualcosa di ben più profondo, come i robot-ape brevettati da WalMart per sostituire le api vere, che si stanno estinguendo, e impollinare i fiori. Non si tratta, stavolta, di Musk. Ma si tratta, ancora, di privatizzazione. Dell’impollinazione, nientedimeno.

O dell’acqua. O dell’avanguardia tecnologica – e dove dovrebbe stare, all’università? Il problema si pone oggi più che mai, e in termini che sorpassano di gran lunga quelli dello schema padroni-lavoratori. In fondo, non è detto che questo sia un male di per sé. Invero, si può immaginare un sistema del genere, del tutto privatizzato, che rispetti la libertà e i diritti individuali. Oppure una società totalitaria orwelliana, dotata di tecnologie che nemmeno la fantasia può immaginare. In ogni caso, qualcosa che porta di necessità alla dissoluzione dello Stato/nazione borghese di origine hegeliana, e con lui la democrazia moderna. Un privato che tratta da pari, anzi da superiore, con uno Stato, con un popolo? Mettiamo la Nestlè, che ha più Prodotto interno lordo del Belgio; la situazione attuale, il potere delle multinazionali, è in conflitto diretto con i fondamenti stessi dell’organizzazione politica della società occidentale.

Quindi è lecito e doveroso porsi delle domande “da fumetto”. Questa “privatizzazione” è un processo evitabile? Iron Man è un supereroe, o un supercattivo? E Elon Musk, con le sue imprese tecnologiche private, cosa rappresenta da un punto di vista politico?

Antonio Marvasi

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