Grecia, il Panionios dice no all’allenatore fascista: “Sappiamo cosa significa essere profughi…”

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???????????? ??????????. La catastrofe dell’Asia Minore.

E’ chiamata – anche – così in Grecia la guerra greco-turca avvenuta tra il 1919 e il 1922, che ha visto la morte di alcune decine di migliaia di persone tra turchi e greci (più greci che turchi) e il reincorporamento nel territorio turco di una area ceduta in precedenza dall’Impero Ittomano alla Grecia.

In seguito alla fine del conflitto il Governo creò nella suburbia ateniese un’area per i refugiati provenienti da Smyrna (città ribattezza nel 1930 dai turchi ?zmir): nasce così, nel 1926, ??? ?????? – la nuova Smyrna.

Abitata nel 1928 da appena 210 persone, ha visto una crescita demografica costante che ha portato l’area a diventare la seconda municipalità ateniese per numero di abitanti dopo Kallithea.

Nonostante la drastica crescita demografica, ??? ?????? non ha mai dimenticato le proprie radici e, giusto per fare un esempio, alle politiche del settembre del 2015 – che hanno visto in tutta la Grecia la vittoria bis di Tsipras sulla scorta del risultato del Referendum – nel quartiere fondato dai rifugiati di Smyrna i partiti di sinistra hanno raggiunto in totale il 46% delle preferenze. Una sorta di Cavriago in grande.

Ma veniamo all’attualità: il Panionios, società polisportiva del quartiere (nella cui compagine calcistica militò a fine carriera un’icona come Alvaro Recoba), si trova a dover scegliere un nuovo allenatore per la squadra di basket, invischiata nella lotta per non retrocedere in A1 (campionato decisamente competitivo, se è vero che le prime due della classe – Panathinaikos e Olympiakos – hanno vinto in poco più di 20 anni ben nove EuroLeague).

La società sceglie Stylianos “Steve” Giatzoglou, ex playmaker di Olympiakos e PAOK Salonicco con esperienze su diverse panchine greche (e non).

Nato negli Stati Uniti da padre greco e madre ebrea, Giatzoglou ha però un grosso problema: è vicino alle posizioni del partito fascista greco Alba Dorata (tristemente noto per omicidi e pogrom. In compenso, non si può dire che i fascisti in Grecia abbiano vita facile). I tifosi del Panionios non hanno intenzione di accettare l’onta e così, al grido “Fuori i fascisti dalla nostra squadra di basket”, riescono a convincere il presidente Stavros Alevrogiannis.

Con un comunicato stampa, viene comunicata la decisione del club: “Il consiglio di amministrazione della KAE Panionios Bikos Cola consapevole delle reazioni della maggioranza dei fans alla sua decisione di collaborazione con Giatzoglou, il quale in precedenza si era collocato in un spazio politico estremista, completamente contrario ai valori e principi secolari dell’Associazione Sportiva di Panionios Smirne, ha deciso di annullarla”.

Dal canto suo, in segutio, Giatzoglou ha avuto l’ardire di dire – secondo quanto riportato dal giornalista greco Argiris Panagopoulos: “Che significa “non vogliamo fascisti a Panionios”? Che cosa vuol dire? Hanno detto che sostengo Alba Dorata… Naturalmente che sono fascista! Lo sport è fascismo. Ogni spazio sportivo ha il fascismo. Gli allenatori allora che sono? Democratici? C’è qualche giocatore che vota per giocare nella squadra principale o no? Ogni allenatore e specialmente i grandi, come Ioannidis, Ivkovic, Obradovic, non hanno principi democratici. È cosi, che possiamo fare…”.

Ed ancora: “È possibile che dalle opinioni politiche di qualcuno dipenda il suo lavoro? Dove si fa questo? Sembra che viviamo nel 1967 con la Giunta militare, quando se dicevi che eri comunista ti mandavano nell’isola di Gyaros. Allora abbiamo ora una Giunta di sinistra? Non abbiamo libertà di espressione? Dove viviamo?” (peccato che, ci fa notare sempre Panagopoulos, proprio alla dittatura dei colonnelli Alba Dorata si ispira).

Ancora una volta a ??? ?????? ha la meglio l’antifascismo. Perché, come hanno ricordato una volta i tifosi del Panionios ai neonazisti che volevano volantinare nel loro quartiere: “A Nea Smirni sappiamo cosa significa essere profughi, che cosa ha significato la resistenza ai tedeschi e ai collaborazionisti e rendiamo onore al sangue dei nostri nonni. Siamo orgogliosi delle nostre origini e annienteremo ogni tipo di fascismo che apparirà contro i poveri e gli oppressi. Né a Nea Smirni, né altrove…”.

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