Il Movimento 5 Stelle e il cambio di approccio comunicativo, tra ignobili bivacchi e il rischio di azioni non democratiche

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18 ore fa, Di Battista su Facebook:

“Bivaccare è ignobile”: per noi che crediamo che le parole sono importanti, è importante notare l’analogia – quantomeno nell’uso di certe parole chiave (di uso non troppo comune) – con il primo discorso tenuto da Mussolini da presidente del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia, dopo il fallimento del tentativo del liberale Salandra di formare un governo: “Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto”.

Domenica, Di Maio ospite dalla Annunziata:

Tre frasi si rivelano particolarmente inquietanti e tremendamente sibilline (anche in queste parole – e nel richiamo al rischio di azioni non democratiche – riecheggiano i toni del Duce che, nel succitato ‘Discorso del bivacco’, minacciava: “Con 300 mila giovani armati di tutto punto, decisi a tutto e quasi misticamente pronti ad un mio ordine, io potevo castigare tutti coloro che hanno diffamato e tentato di infangare il Fascismo”):

1. “Non sta ancora succedendo ma il rischio che vedo io è un rischio per la democrazia rappresentativa. Io non minaccio nulla ma il rischio di azioni non democratiche può esserci”.

2. “Quando una forza politica come la nostra entra nella democrazia rappresentativa e ne condivide alcune regole, come il dialogare con gli altri, e poi riceve il due di picche allora il rischio è che cominci ad allontanarsi dalla democrazia rappresentativa” (sono forse i pentastellati gli Incel della democrazia parlamentare?).

3. “Sulla decisione di aprire ad un presidente del consiglio scelto insieme non c’è tanto il M5s quanto la gente: in questi giorni ho incontrato degli esponenti delle forze dell’ordine che hanno condotto una grande inchiesta che non possiamo dire ma che è arrivata alla ribalta nazionale. Dopo quell’inchiesta il loro nucleo è stato smembrato e sono stati mandati a portare la carta igienica alla scuola ufficiali”.

Ancor prima, l’un tempo moderato Di Maio aveva parlato di “tradimento del popolo” nel caso in cui gli altri partiti avessero votato la fiducia ad un governo di tregua (come proposto da Mattarella).

A cosa serve questo nuovo cambio di approccio comunicativo?

Si tratta di un tentativo di riposizionamento del brand pentastellato, dopo la precedente campagna elettorale volta a tranquillizzare gli interlocutori circa la presentabilità del Movimento (agli occhi di amici, nemici e anche panino)?

Ma, soprattutto, si tratta di sola propaganda? Di un anticipo di campagna elettorale (come non ci fosse bastata la precedente, estenuante)?

O dobbiamo forse inquietarci per il “rischio di azioni non democratiche”?

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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