Gli Usa rifiutano il visto (non solo) a Jacopo Tissi e Olga Smirnova, stelle mondiali della danza. La guerra fredda è reale?

L'interno del celebre teatro Bolshoi
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Gli Stati Uniti hanno rifiutato il visto a due ballerini del Bolshoi (Bol’šoj), uno dei più celebri e blasonati templi del balletto classico mondiale. Si tratta dell’italiano Jacopo Tissi, e della prima ballerina Olga Smirnova, entrambi indiscusse stelle mondiali della danza – che avrebbero dovuto esibirsi a New York.

Jacopo Tissi, 23 anni di Landriano, è il primo italiano della storia a essere stato assunto nella prestigiosissima compagnia di danza del Boshoi di Mosca.

Della vicenda ha parlato per prima la testata Page Six e la notizia è stata poi confermata da varie fonti. Gli organizzatori di un gala al Lincoln Center, dove Olga Smirnova e Jacopo Tissi avrebbero dovuto esibirsi lunedì, ritengono che la decisione del dipartimento d’immigrazione possa essere motivata dal pessimo clima fra i due paesi, in forte contrasto in questi giorni sulla crisi in Medio Oriente.

Jacopo Tissi

«Non lo capisco – ha detto Linda Morse, presidente del Youth America Grand Prix, che ospita il gala -. Un’interpretazione è che sia tutta politica. Questa è la mia reazione istintiva. Non riesco a capire perché, a parte il fatto che sono russi: ma non ha alcun senso».

Non è chiaro tuttavia se sia davvero una risposta alla “guerra fredda” in atto tra i due Paesi. Il Bolshoi minimizza: «Problema tecnico», infatti, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, potrebbe essersi trattato solo di un problema burocratico:

Potrebbe essere una semplice questione burocratica, solo che la vicenda ha coinvolto una delle più grandi stelle del balletto mondiale, amatissima in Russia. Olga Smirnova, 26 anni, è già la prima ballerina di uno dei teatri più famosi del mondo, acclamata ovunque, premiata più volte, anche in Italia. Con lei c’è l’italiano Jacopo Tissi, giovane promessa della danza che pure lavora al Bolshoi.

Non è questo l’unico caso, benché sia il più eclatante, dato che New York si nega il privilegio di vedere due dei più grandi ballerini del mondo nei suoi teatri. Recentemente Washington ha fatto difficoltà anche per quelle categorie che normalmente godono di vie privilegiate per passare le dogane, come i piloti di aerei.

Olga Smirnova

Il Cremlino quindi non è d’accordo con l’idea di un semplice intoppo burocratico il portavoce di Putin Dmitrij Peskov il quale ha sostenuto che Washington avrebbe creato deliberatamente difficoltà sul rilascio dei visti per i piloti.

Ma gli Stati Uniti negano che ci sia una intenzionalità in quello che accade, anzi. Il portavoce dell’ambasciata Usa ha spiegato all’agenzia Interfax che la rappresentanza diplomatica «regolarmente riserva alcuni appuntamenti nei consolati per il personale delle compagnie aeree». E ha aggiunto che «molti di questi non vengono utilizzati». In ogni caso, l’Aeroflot ha personale con visti americani in grado di coprire i voli diretti per diversi mesi.

Nell’affaire dei visti è finita anche la nazionale russa di lotta greco-romana che avrebbe dovuto partecipare alla coppa del mondo in programma il 7 e 8 aprile in Iowa. La richiesta urgente di visti per 35 persone è arrivata al consolato americano di Mosca troppo tardi.

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