Zio Paperone: la Saga continua

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Leggi la prima parte di questa recensione: La Saga di Zio Paperone, sentimento e capitalismo

Queste storie rendono la saga di Paperone ancora più struggente e malinconica. Sono storie più intime, meno legate alla grande epopea americana. Per questo motivo, sono anche le più dolorose: si concentrano sul più grande ricordo e rimpianto di Paperone: il non essere mai stato capace di vivere pienamente l’amore per Doretta.

Il secondo volume della Saga, pubblicato da Panini Comics

Di fatto, il primo volume lasciava troppo in sospeso il rapporto tra Paperone e Doretta, confinando quest’ultima tra le comparse. Invece, adesso assume un ruolo di primo piano, tanto da riconfigurare l’intera storia di Paperone.

La storia di Paperone è la storia di un tipo di successo che ha dovuto, però, rinunciare a qualsiasi altra forma di successo. Per essere l’indiscusso numero uno in un campo, bisogna tralasciare il resto. Paperone sceglie il denaro, rinuncia all’affetto.

L’ultima storia chiude e dà senso all’intera Saga: Paperone si accorge in vecchiaia che la sua ricchezza più grande sono i ricordi. Lui, che ha cercato per tutta la vita la materia, trova pace e gioia sono nell’immateria onirica. Sono il sogno può concedergli l’unica cosa che lui abbia mai voluto: Doretta.

Paperone è il fallito di successo. Ottiene tutto ciò che la società pretende da un uomo di successo, ma fallisce nell’ottenere quello che egli vuole. Per questo la percezione che gli altri hanno di Paperone è sempre diversa da quello che egli veramente è: tutti lo disegnano come il grande uomo d’azione senza scrupoli, quando in realtà è un adamantino scrigno di malinconici rimpianti.

Don Rosa, che materialmente può disegnarlo, lo fa soffermandosi sugli aspetti umani: ne esce un quadro portentoso, di una bellezza quasi soffocante, dove l’avventura disneyana diventa critica e non promotrice del pensiero americano: successo, denaro, duro lavoro, spregiudicatezza.

Perché nulla vale di più dei capelli dorati di Doretta. E, di fatto, la preziosità del suo nome è l’unica ad essere reale.

 

Gerardo Iandoli

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