ProActiva Open Arms: rigettata la richiesta di sequestro. La teoria del complotto non sussiste, ancora una volta

Marc Reig, capitano della nave di soccorso Open Arms. Foto di: Alessio Mamo
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Il giudice per le indagini preliminari di Ragusa ha rigettato la richiesta della procura di Catania e del suo procuratore, Carmelo Zuccaro, che avevano posto sotto sequestro, circa un mese fa, la nave della ONG spagnola Proactiva Open Arms. L’evento suscitò grandi applausi di coloro che noi definiamo gli adepti della teoria del complotto sulle ONG.

Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro in commisione Difesa del Senato. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Alla faccia di Zuccaro, non nuovo a un uso ideologico del suo ruolo di magistrato, a parere di molti solo per una voglia malsana di apparire agli onori delle cronache, le sue accuse sono state ritenute poco credibili, e non vi sono quindi motivi oggettivi per il blocco della nave Proactiva Open Arms. Aveva accusato l’equipaggio, niente di meno, che di associazione a delinquere, traffico di esseri umani e incoraggiamento dell’immigrazione clandestina. Era stato prima sconfessato dal GIP di Catania, che non aveva ritenuto plausibili le accuse, e ora pure il reato di favoreggiamento non sussiste perché la Libia, come era stato detto dagli attivisti e oggi confermato dagli organi ufficiali, non è in grado di accogliere i migranti rispettando i loro diritti fondamentali.

Non esiste la prova dell’esistenza di “porti sicuri” in Libia dove le navi dovrebbero recarsi dopo aver soccorso delle persone in mare; non esistono. Con buona pace di Salvini e della destra italiana.

Riguardo al fatto di non averli portati a Malta, invece che in Italia, perché era il porto più vicino, il problema è che non esistono prove che dimostrino la disponibilità dell’isola ad accogliere queste persone. D’altronde, a guardare ai precedenti, Malta si dimostra ben poco aperta all’accoglienza.

Insomma, l’idea iniziale di Zuccaro cola a picco – è il caso di dirlo. Zuccaro sostiene che la (le) ONG avesse operato non certo per necessità, non sapendo dove attraccare, ma da qualche fantomatica ragione criminale occulta di “sostituzione etnica”.

Teoria del complotto a cui molti cittadini, incoraggiati e supportati da importanti politici che arrivano a parlare di “taxi del mare” e chiaramente anche aree della magistratura italiana, credono fermamente, a dispetto di qualsiasi ragionamento logico.

Insomma, la raffinata teoria del complotto sulle ONG, ancora una volta, non sussiste.

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