Da Teheran alla Turchia passando per Israele, tutte le reazioni all’attacco in Siria di stanotte

Bombardamenti su Afrin (Fonte: Fanpage)
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USA, UK e Francia, tre delle più forti potenze nucleari del pianeta, hanno lanciato almeno 120 missili (dice il Pentagono) per distruggere un magazzino, un deposito e forse un laboratorio, in un paese come la Siria martoriato dalla guerra da 7 anni. 
Costo dell’operazione: più di 225.000.000 di dollari. Il tutto in violazione della Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale; senza riscontri alle accuse e prima che un gruppo di investigatori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) raggiungesse Douma per determinare se l’attacco avesse effettivamente avuto luogo.
Facciamo una cernita completa delle dichiarazioni dei leader mondiali nelle ultime ore.

Donald Trump, prima di ringraziare su twitter Francia e Gran Bretagna, nella conferenza stampa dichiara: “All’Iran e alla Russia chiedo: quale tipo di nazione vuole essere associata all’omicidio di massa di uomini innocenti, donne e bambini? La Russia deve decidere se continuare lungo questo sentiero buio o se si unirà alle nazioni civilizzate quale forza di stabilità e pace”.

Anatoly Anatovambasciatore russo negli Stati Uniti, risponde: “L’attacco è un inammissibile schiaffo al nostro presidente Putin e non resterà senza conseguenze“.

Theresa May ha detto di aver «autorizzato le forze armate britanniche a condurre azioni coordinate e mirate per degradare le capacità nelle armi chimiche del regime siriano e per agire da deterrente al loro uso»

Il Presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: «Il 7 aprile a Douma decine di uomini, donne e bambini sono stati massacrati con le armi chimiche. La linea rossa è stata superata. Ho dunque ordinato alle forze francesi d’intervenire. La nostra risposta è stata limitata alle strutture del regime siriano che consentono la produzione e il ricorso a armi chimiche. Non possiamo tollerare la normalizzazione del loro impiego, che rappresenta un pericolo immediato per la popolazione siriana e per la nostra sicurezza collettiva».

Paolo Gentiloni, questa mattina ha dichiarato: “l’azione di questa notte è stata circoscritta e mirata a colpire la fabbricazione di armi chimiche. Ma non può essere l’inizio di un’escalation”. È questo infatti il concetto che l’Italia ribadisce da giorni. Secondo Gentiloni, “a un secolo dalla fine della prima guerra mondiale non possiamo rassegnarci all’idea che le armi chimiche tornino a essere utilizzate nei conflitti. Le conseguenze umanitarie di queste armi atroci non sono degne della nostra civiltà. Le abbiamo viste in questi giorni e non possiamo più tollerarle”.

Anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha affidato la sua prima reazione a Twitter: “L’uso di armi chimiche è inaccettabile. L’Europa – ha scritto – deve giocare un ruolo maggiore nel garantire la pace e nell’evitare l’aggravarsi di crisi umanitarie, come quella che soffrono i siriani”. Tajani ha aggiunto che lunedì, durante la seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, si terrà un dibattito sulla questione siriana.

Durissima la reazione di Ali Khamanei, la Guida suprema iraniana nonché principale alleato di Assad insieme alla Russia: «Gli Stati Uniti e i suoi alleati non otterranno nessun vantaggio dai crimini in Siria. L’attacco alla Siria è un crimine. Il presidente americano, il primo ministro britannico e il presidente francese sono dei criminali».

Turchia e Israele per una volta d’accordo: “azione appropriata” (brutta notizia per i curdi).

Le autorità siriane hanno replicato sostenendo di aver abbattuto almeno 13 missili alleati,mentre in un tweet hanno mostrato il presidente Assad che si reca in ufficio come in un normale giorno di lavoro.

Vladimir Putin ha accusato Stati Uniti e alleati di aver violato il diritto internazionale e ha definito l’attacco «un atto di aggressione». «La Russia – ha aggiunto – sta chiedendo una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu per discutere le azioni aggressive degli Usa e dei suoi alleati. Dall’Onu, l’ambasciatore di Mosca Anatoly Antonov ha detto che simili azioni degli Usa e di loro alleati «avranno conseguenze» e che la responsabilità è tutta di «Washington, Londra e Parigi».

https://www.youtube.com/watch?v=gNJaCkU7nug

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