Alcol e musica, un abbinamento riuscito

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L’Etilometro – rubrica a cura di Gabriele Monteduro. Grain Wash – Brewing Somewhere

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Alcol e musica. Bastano questi ingredienti ben selezionati per trascorrere ottime serate. In intimità o con gli amici, a casa, al pub o ad un concerto, dove il cerchio si chiude perfettamente se i primi ad essere trascinati ed ispirati da bevande alcoliche sono proprio coloro che si esibiscono sul palco.

Non è raro, infatti, che gli artisti rendano omaggio all’alcol attraverso le loro note, anche dedicandogli intere tracce o album. Ed è così da sempre. Il legame tra musica e alcol ha profonde radici culturali in alcuni popoli – soprattutto quelli nordeuropei – e va a costituire una parte importante del folklore con canti, balli e feste appositamente dedicati. Come non pensare alla tradizione celtica o vichinga, ai vecchi pub irlandesi, tutti in legno rigorosamente impregnato di birra, whiskey e del sudore delle persone che ballano, cantano, bevono e fanno tutto quanto necessario a completare un’atmosfera di massima sobrietà, pulizia e compostezza.

Gabriele Monteduro è ideatore della Grain Wash, birrificio artigianale indipendente che produce spesso in collaborazione con stabilimenti artigianali affermati. Tutte le birre della Grain Wash sono prodotte secondo le ricette di Gabriele Monteduro.

D’altronde il divertimento sfrenato comporta sempre qualche eccesso sui quali è meglio sorvolare, ma che possono contribuire senz’altro a rendere epiche in diversi modi certe giornate, da una festa popolare fino ad una performance sul palco (chiedere a Vasco).

L’alcol, dicono molti artisti, può fare miracoli. Ma anche la musica: infatti oggi può capitare che siano i produttori di alcolici ad essere ispirati dalla musica nel proprio lavoro, vuoi forse perché in fondo produrre alcol è un’arte anche quella. Lo scambio di tributi tra il mondo della musica e l’alcol è reciproco e continuo.

Si può dare un’impronta musicale al proprio brand o ai propri prodotti nelle maniere più disparate: per esempio, alcuni microbirrifici (anche italiani) consigliano per le loro birre degli appositi “abbinamenti musicali”. Altri inseriscono citazioni, riprendono le copertine di famosi album per realizzare le grafiche delle proprie etichette o titoli di famose canzoni e generi musicali per dare un nome alle birre prodotte.

Alcol e musica sono prodotti della massa e per la massa. Con essi si può fare tutto, il mix è assolutamente consentito e può essere esplosivo sia nel bene che nel male. Ma una cosa è certa: ascoltando musica si beve meglio forse perché anche chi produce alcol ascolta musica, e forse perché anche chi produce musica beve alcol. Non è una supercazzola, è solo un’equazione perfetta.

Dal numero di primavera 2018

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