Uno scivolo, scienza e arte a Palazzo Strozzi: The Florence Experiment

The Florence Experiment si svilupperà attorno a due dei famosi scivoli di Carsten Holler che collegano il terrazzo al secondo piano con il cortile rinascimentale sottostante, girando a spirale. (Foto: Quotidiano.net)
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Molti italiani ancora faticano ad accettare la presenza della famosa piramide davanti al Louvre: nasconde la facciata del bel palazzo reale, dicono, e in generale non sembra che nel nostro paese l’incontro tra antico (pietra) e moderno (acciaio e vetro) sia ben accetto.

Chissà come sarà accolto allora The Florence experiment, di gran lunga più ambizioso, che verrà presentato in anteprima alla stampa martedì 17 aprile. L’esposizione, firmata dall’artista concettuale tedesco Carsten Höller (da sempre attivissimo in Italia) in collaborazione con il neurobiologo vegetale teorico dell’intelligenza delle piante, Stefano Mancuso, dal 19 aprile ridisegnerà gli spazi eterni ed interni di Palazzo Strozzi a Firenze, sarà un mix di arte, ricerca scientifica, amore per la natura e divertimento. Con appena una spruzzata di luna park a dare ancora più sapore al tutto.

L’esperimento di Carsten Höller e Stefano Mancuso intende studiare lo spazio di interazione tra esseri umani e piante attraverso l’installazione di due monumentali scivoli installati nel cortile rinascimentale di Palazzo Strozzi e uno speciale laboratorio scientifico allestito negli spazi solitamente dedicati alle mostre di arte contemporanea, all’interno della Strozzina, collegato alla facciata del nobile edificio.

Indubbiamente l’iniziativa si caratterizza per una buona dose di coraggio: ma i visitatori della mostra a Palazzo Strozzi, oltre a godere di una iniziativa diciamo pure artistica, potranno dire di essere stati utili alla scienza.

‘The Florence Experiment’ si svilupperà intorno a due dei famosi scivoli acrobatici di Carsten Höller lunghi 20 metri, per una discesa ad alta velocità. I visitatori affronteranno l’avventura dopo essere stati muniti di una pianta. Una volta atterrati nel bellissimo cortile rinascimentale, i visitatori saranno accompagnati in un vero e proprio laboratorio allestito nei locali della Strozzina, dove degli scienziati rileveranno le variazioni nei parametri fotosintetici della pianta e le molecole volatili.

L’ipotesi su cui si basa l’esperimento è che “le emozioni di eccitazione, sorpresa,divertimento, timore vissute dai partecipanti” possano influenzare in modo diverso le reazioni di diversi tipi di piante. Sempre a questo scopo verranno allestite due sale cinematografiche diverse. In una gli spettatori si godranno dei divertenti brani di famose commedie, mentre nell’altra tremeranno di fronte a un mix di scene tratte dai film horror.

Da entrambe le sale partiranno dei tubi che serviranno a incanalare i composti chimici volatili emessi dalle persone divertite e impaurite. Così queste sostanze raggiungeranno la facciata di Palazzo Strozzi e influenzeranno in modo diverso le piante di glicine disposte ad arrampicarsi proprio lì con una serie di fili. Si prevede che l’orrore e l’allegria del pubblico influenzeranno visibilmente la direzione di crescita delle piante.

‘The Florence Experiment’ di Carsten Höller in collaborazione con Stefano Mancuso sarà curata da Arturo Galasino direttore della Fondazione di Palazzo Strozzi di Firenze. Si tratterà della prima importante mostra d’arte contemporanea dopo quelle di Ai Weiwei e Bill Viola dello scorso anno e precederà la personale di Marina Abramovi?. Sarà possibile visitarla fino al 26 agosto come fosse un bizzarro omaggio creativo alla bellezza della natura durante la stagione calda.

Ricercatore di entomologia con un dottorato in fitopatologia, prima di diventare artista, Höller è celebre per la sua riflessione a cavallo tra arte, scienza e tecnologia con installazioni che ricercano sempre un forte coinvolgimento del pubblico. Per questo progetto collabora con Stefano Mancuso, uno dei fondatori della disciplina della neurobiologia vegetale, che si occupa di studiare l’intelligenza delle piante, analizzate come esseri complessi dotati di straordinaria sensibilità, in grado di comunicare con l’ambiente esterno attraverso i composti chimici che riescono a percepire ed emettere.

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