Il restauro del ‘Trionfo della morte’ di Buffalmacco: “risanata l’ultima ferita inferta dalla seconda guerra mondiale”

Il Trionfo della Morte di Buonamico Buffalmacco alla presentazione nei laboratori di restauro dell’Opera della Primaziale Pisana. (Fonte: Finestre sull'arte)
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“Credo che sia giusto dire che il prossimo 16 giugno, durante la festa del santo patrono Ranieri, l’ultima ferita inferta dalla seconda guerra mondiale al patrimonio artistico italiano e non ancora risarcita, sarà risanata”.

Così Antonio Paolucci ha commentato la presentazione del restauro terminato del Trionfo della Morte di Buonamico Buffalmacco presso i laboratori di restauro dell’Opera della Primaziale Pisana.

È così giunto a conclusione il lungo progetto di restauro del ciclo pittorico che orna le pareti del Camposanto che oltre al Trionfo della Morte comprende anche le Storie degli anacoreti, il Giudizio universale e l’Inferno. Alla realizzazione parteciparono alcuni dei più grandi artisti del Tre e del Quattrocento in Toscana, da Taddeo Gaddi a Spinello Aretino, da Francesco Traini a Benozzo Gozzoli. Un’operazione che va avanti dalla fine del secondo conflitto mondiale, quando un bombardamento degli alleati provocò serissimi danni che coinvolsero il prezioso ciclo di affreschi e resero necessario un intervento di restauro durato sino al giorno d’oggi: il Trionfo della Morte era il “tassello” mancante.

Trionfo della Morte, Dettaglio

Il restauro è stato presentato il 7 aprile 2018. Il Trionfo della morte sarà quindi ricollocato nel Camposanto nel mese di giugno, in concomitanza con i festeggiamenti per il patrono di Pisa, san Ranieri.

La Direzione Lavori subentrata nel 2009 ha offerto un contributo fondamentale per il recupero del ciclo di Buffalmacco, che oltre al Trionfo della Morte comprende anche le Storie degli anacoreti, il Giudizio universale e l’Inferno. Infatti, come ha spiegato questa mattina Carlo Giantomassi, il miglior stato di conservazione del ciclo ha imposto un ripensamento delle varie fasi di intervento: si è dunque deciso per cambiare la tecnica di distacco sino a quel momento adottata (prevedeva molti passaggi e fasi operative che rischiavano d’incidere in maniera troppo invasiva sulla pellicola pittorica) e di procedere anche a una modifica del supporto, introducendo nuovi supporti in vetroresima e alluminio (aerolam).

L’opera come appariva prima del restauro

(Per approfondire e per vedere una galleria di immagini della presentazione e dell’opera restaurata, clicca qui)

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