I bimbi No-Vax esclusi anche dalla scuola. Meglio ignoranti che vaccinati?

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Come tutti sanno, la legge Lorenzin – ma anche la legge del caro vecchio buon senso – impone che i bambini non in regola con le vaccinazioni, non possano entrare a scuola. Ma dato il fanatismo dei genitori No-Vax, questo non pone un problema per loro: l’istruzione sarà fatta in casa. Così, in un colpo solo, questi poveri bimbi vengono esclusi sia dal sistema sanitario che dalla scuola.

Tra i diritti fondamentali e garantiti dalla costituzione italiana ci sono l’istruzione, la sanità e la libertà individuale. Bene, lo sappiamo. Ma cosa succede quando la libertà individuale si scontra con gli altri diritti? Una conseguenza che ci sembra gravissima dell’attuale lotta contro i vaccini di certi genitori, è che oltre a mettere a rischio la vita dei loro stessi figli, li escludono di conseguenza anche dall’istruzione pubblica.

Meglio ignoranti che vaccinati” è il titolo provocatorio di un piccolo quotidiano locale di Firenze che riporta:

“Il comune sospende 90 bimbi non in regola sanitariamente, ma i genitori non mollano: “l’istruzione? Faremo da soli”.

La scelta è obbligata: oltre che dalla legge, si tratta di proteggere gli altri bambini. Tuttavia c’è da chiedersi se non sia ancora peggio escluderli dalla scuola pubblica per colpe che sono dei soli genitori, e lasciare quindi che questi poveri bambini siano istruiti in casa da persone dichiaratamente ignoranti e complottiste.

Il problema che ci sembra porsi è che però per proteggere gli altri bambini, questi non lo sono. Vengono in un certo senso abbandonati in un sol colpo sia dalla sanità che dall’istruzione. E ci sembra un problema molto serio. Non solo perché, un domani, saranno genitori no-vax, e cittadini con diritto di voto, ma anche perché si pone la questione di fin dove può spingersi lo Stato. Può obbligare all’istruzione? può obbligare alla sanità? Se si, questi casi sarebbero da considerarsi alla stregua di maltrattamenti e sarebbe giusto togliere l’affidamento ai genitori, vaccinare e istruire i bimbi.

Se no, allora hanno ragione i no-vax a considerare che tutto dipenda dalla libera scelta individuale dei genitori, anche a scapito dell’intera società, sia per quanto riguarda la salute e l’immunità di gregge, sia per quanto riguarda l’istruzione e quindi la capacità di formarsi una opinione attraverso la cultura e il pensiero critico. Elemento fondamentale, almeno in teoria, per mantenere una democrazia ed evitare i fascismi di ogni sorta.

“Meno Stato, più libertà!”, scrive Hannah Arendt ne La crisi della cultura, è il grido dei liberali. Ma quando la libertà individuale mette a repentaglio la libertà collettiva, come risolvere il problema senza snaturare la democrazia? Il fatto è che se lo Stato toglie i figli ai genitori stupidi, può ancora definirsi democratico? O non si crea un precedente per cui, un domani, si potranno togliere i figli ai genitori comunisti, per esempio?

Dove si pone il confine tra ciò che lo Stato può imporre al cittadino, e la libertà individuale che deve garantire?

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