Di Biagio e le scelte discutibili: perché portare Buffon e lasciare a casa Balotelli?

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Quando si parla d’attaccanti, la prima cosa che balza agli occhi sono i numeri.

Strano non siano balzati agli occhi del Commissario Tecnico ad interim della Nazionale italiana Luigi Di Biagio che ha deciso di convocare per le sfide amichevoli contro Argentina (in programma stasera) e Inghilterra (in programma martedì prossimo) Antonio Candreva (0 gol in stagione per lui. Ok, è un esterno e non un centravanti, ma comunque si parla di zero marcature) ed Andrea Belotti (lontano parente del capocannoniere della scorsa stagione), ma non Mario Balotelli (22 reti tra campionato ed Europa League in 30 gare. Ok, gioca nel campionato francese che non è il campionato più probante del mondo. Ma almeno gioca. Cosa dire del terzino Darmian convocato nonostante sia un rincalzo nel deludente United di Mourinho?).

Il Ct azzurro ad interim – ed ex onesto gregario di centrocampo – Luigi Di Biagio è riuscito in una vera e propria impresa: è riuscito infatti a rendersi inviso agli italiani nonostante abbia un incarico a termine (dopo queste due amichevoli dovrebbe – ma il condizionale è d’obbligo – lasciare la panchina ad un tecnico di prima fascia, che sia Mancini o Ancelotti).

Gli italiani, che notoriamente sono un popolo di Ct, non hanno apprezzato diverse scelte, fra cui la succitata esclusione di Balotelli.

Fuori dalla Nazionale da quattro anni (nonostante i numeri con la casacca azzurra siano davvero ottimi: 13 reti in 33 gare), l’ex attaccante di Inter e Milan sembrava pronto a rientrare con il tecnico proveniente dall’Under 21: maturato mentalmente (nessuna balotellata da un po’ di tempo a questa parte. E speriamo continui così), divenuto decisamente più costante, sembrava pronto a rientrare dopo l’ostracismo di Ventura (ma contro la Svezia non sarebbe stato utile?).

Nulla: “Ho sempre detto che, soprattutto per gli attaccanti, i numeri sono molto importanti, soprattutto quelli delle reti. Ma solo quelli non bastano, servono anche certi tipi di prestazione. Ho osservato attentamente e valutato: credo che per il bene della Nazionale le scelte operate siano le migliori. Una chiusura nei confronti di Mario non ci sarà mai, al momento mi sono sentito di scegliere così. Non è stato escluso per motivi comportamentali anche perché non ha fatto assolutamente nulla. Le mie valutazioni sono scaturite da un discorso ampio che riguarda il campo, le prestazioni”, ha dichiarato Di Biagio durante la conferenza stampa di presentazione delle due amichevoli di lusso, mentre forte era lo “sguish sguish” degli specchi di sottofondo.

Parrebbe ci sia una parte del gruppo che non vuole Balotelli in Nazionale. E parrebbe che di questo blocco faccia parte Buffon: mostro sacro del calcio italiano, avrebbe fatto bene a chiudere l’esperienza azzurra dopo la disfatta contro la Svezia. I portieri sono l’ultimo dei problemi in terra tricolore (dietro Buffon ci sono portieri del calibro di Donnarumma, Perine e Meret) e d’altra parte anche ai grandissimi capita di chiduere con una disfatta.

Il portierone della Juventus avrebbe potuto prendere esempio da un altro ex bianconero, Zinedine Zidane: il fuoriclasse francese si ritirò (non solo dalla Nazionale) dopo il Mondiale 2006. Ricordiamo tutti (ancora, con gioia) la dinamica.

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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