Giornata Mondiale della Poesia – “Ad alcuni piace”

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Oggi, 21 marzo, è la giornata mondiale della poesia.
Tradizionalmente il giorno dell’equinozio di primavera – anche se l’esattezza lo fa cadere, quest’anno, al 20 marzo – giorno legato tra rituali e tradizioni, a un simbolo di rinascita, in cui la luce vince sull’oscurità, le giornate diventano man mano più lunghe.
La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita nel 1999 proprio per promuovere e far diffondere la poesia, troppo spesso sottovaluta nell’epoca contemporanea e che non sempre viene premiata nei volumi di vendita.
Per tale motivo, l’UNESCO ha istituito questa giornata con l’intento di valorizzare questa forma di comunicazione così universale.
L’Opinabile nel suo piccolo appoggia e celebra l’importanza della poesia, non solo in quanto belle lettere, ma perché la questione dello Stile, specialmente oggi, e specialmente in Europa, riveste un significato, e persino un ruolo attivo, in una visione politica ed etica in favore dell’uomo.
Per celebrare questo evento, pubblichiamo una bella poesia di Wis?awa Szymborska, poetessa polacca tra le più importanti della letteratura contemporanea, Nobel nel 1996 e una delle poetesse più amate dal pubblico. In Polonia, i suoi volumi raggiungono cifre di vendita che rivaleggiano con quelle dei più notevoli autori di prosa (500.000 copie vendute – come un romanzo bestseller). Nel componimento che pubblichiamo, tuttavia, Szymborska osserva giustamente ma ironicamente, che solo Ad alcuni piace la poesia (Niektorzy lubi? poezje), a non più di due persone su mille.
Wis?awa Szymborska

Ad alcuni –
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.

Piace –
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia –
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
Come alla salvezza di un corrimano.

Wis?awa Szymborska

 (Tratto da La fine e l’inizio , Scheiwiller editrice, Milano 1997. Traduzione di Pietro Marchesani.)

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