Nave ong sequestrata dalla procura di Catania: la raffinata teoria del complotto #2

Condividici

La sera del 18 marzo 2018 la nave dell’ong spagnola Proactiva Open Arms è stata sequestrata dalla polizia italiana nell’ambito di un’inchiesta aperta dalla procura di Catania. L’organizzazione umanitaria, impegnata nel soccorso in mare di migranti al largo della Libia, è accusata di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tre persone dell’equipaggio, tra cui il capitano Marc Reige la capomissione Anabel Montes, hanno ricevuto un avviso di garanzia.

«I libici pretendevano che l’equipaggio delle lance consegnasse donne e bambini, altrimenti avrebbero fatto fuoco sui volontari», ha raccontato a Internazionale Luigi Manconi, senatore uscente e importante attivista per i diritti umani, che ha seguito il caso dall’inizio.

COSA E’ SUCCESSO: La mattina del 15 marzo è stato lanciato un SOS a cui hanno risposto il centro di Tripoli – che fa capo al governo di unità nazionale della Libia, unico interlocutore considerato legittimo dalla comunità internazionale – e la nave di Open Arms. Quest’ultima è arrivata sul posto per prima e ha quindi soccorso i migranti come vuole la legge del mare.

Un motoscafo dall’Openege Proactiva Open Arms arriva all’Astral la barca a vela che l’organizzazione ha dispiegato nel Mediterraneo centrale per salvare i rifugiati dalla Libia con un centinaio di migranti a bordo. (Fonte)

Pronti per rientrare, è intervenuta la Guardia costiera italiana ha fatto sapere a Open Arms che le operazioni di soccorso sarebbero state gestite dalle autorità libiche, ordinando di consegnare i naufraghi a una nave libica in arrivo. Open Arms si è rifiutata di farlo, sostenendo che gli agenti libici sono noti per compiere abusi sistematici sui migranti. La nave della ong è stata quindi avvicinata dalla Guardia costiera libica che, secondo quanto riporta il Post,  ha iniziato a comportarsi in maniera molto aggressiva, minacciando con le armi il personale a bordo.

LEGGI ANCHE: LA RAFFINATA TEORIA DEL COMPLOTTO SULLE ONG

L’ASGI – lAssociazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione – ha espresso in un comunicato serissimi dubbi sui fondamenti giuridici su cui si basano le autorità italiane per il respingimento. Nel loro comunicato si legge:

1)  tanto le norme in materia di soccorso alle persone in mare quanto quelle relative al contrasto alla tratta di esseri umani impongono agli Stati il rispetto degli obblighi derivanti dal diritto internazionale in materia di rifugiati, tra i quali il “principio di non respingimento”. Il salvataggio con rinvio in Libia dei migranti che, da detto il Paese, stanno fuggendo viola le convenzioni internazionali sul soccorso in mare perché nessun porto libico può attualmente essere considerato “luogo sicuro” ai sensi della Convenzione per la ricerca e il soccorso in mare del 1979 (SAR). Nessuna delle condizioni richieste dal diritto internazionale marittimo e dal diritto internazionale in materia di asilo può essere soddisfatta in Libia sia in ragione dello stato di guerra civile in cui versa il Paese, sia in ragione della radicale mancanza di qualsiasi possibilità di garantire il rispetto dei diritti umani fondamentali ai cittadini dei Paesi terzi che si trovano in Libia e a coloro che vi vorrebbero chiedere protezione internazionale. Nessun  rifugiato può ottenere protezione in Libia non sussistendo alcuna norma di diritto interno che lo preveda e tutti i rifugiati, comunque presenti sul territorio libico, sono oggetto di detenzione arbitraria nelle carceri, in condizioni disumane e in generale sono oggetto di violenze sistematiche.

2) Anche in ragione della mancanza di adeguati requisiti per essere riconosciuta dall’International Maritime Organisation (IMO) si deve ritenere che un’area SAR libica non esista e che, dunque, non sussistendo la responsabilità di alcuno Stato sull’area del mar libico a sud di quella maltese e confinante con le acque territoriali della Libia, la prima centrale MRCC contattata ha la responsabilità giuridica di attivarsi per salvare le barche dei migranti e dei rifugiati in pericolo e per condurli in un porto sicuro.

QUI tutto il comunicato dell’ASGI

LA RAFFINATA TEORIA DEL COMPLOTTO: Esiste intorno alle ong tutta una teoria del complotto che va dal malefico – ed ebreo che non guasta – Soros e arriva al piano per la sostituzione etnica degli italiani – niente di meno. Temi portati avanti da Matteo Salvini, non da un politico sconosciuto  o youtuber sconquassato.

Ma queste idee non restano affatto isolate: come ricorda il post, la procura di Catania non è nuova a queste azioni ed esternazioni (Carmelo Zuccaro). Fecero notizia alcune uscite del procuratore sulle ong; e cosi, si ricorderà il video, questa volta si di un giovane youtuber sconquassato, che pretendeva di aver scoperto…. Che esiste un via vai di navi nel mediterraneo.

Ne abbiamo parlato qualche tempo fa: e avevamo cercato di analizzare con la logica una teoria del complotto tra le più subdole, perché impone una grandissima prudenza. La difficoltà della situazione sta nel fatto che è certo, ovvio persino, che esiste un traffico di esseri umani. Ma non per questo esiste un regista che muove i fili della situazione, se non la Storia in persona, e soprattutto non è contro le ong che bisogna puntare il dito. Ostacolare le ong significa rendere una situazione umanamente inaccettabile ancora più terribile.

LEGGI L’ARTICOLO

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*