Spotify blocca gli utenti irregolari, la furia degli utenti italiani nei commenti all’app sul Play Store

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E’ notizia di una settimana fa l’operazione di Spotify volta a bloccare quegli utenti che utilizzavano la versione crackata dell’applicazione di streaming musicale (per i meno informaticamente alfabetizzati, la versione crackata è la versione che offre tutte le funzionalità dell’applicazione. A sgamo).

La notizia ha avuto una eco importante in Italia, dove evidentemente gli utenti non regolari rappresentavano una buona parte della audience italiana della app. D’altra parte, è noto, siamo un popolo di santi, poeti, navigatori e furbetti.

Ma non staremo qui a dare un’interpretazione sociologico – antropologica dell’Italiano che ama non pagare per fruire di contenuti. Né ci soffermeremo sulle politiche di Spotify e sul fatto che la piattaforma di streaming paga una miseria agli artisti e quindi usare la versione craccata è un atto rivoluzionario (assolutamente opinabile…).

Ci soffermeremo invece – senza aggiungere troppe parole – sui commenti apparsi come funghi sul Play Store di Google dopo la scelta di Spotify di bloccare gli utenti beccati con le mani nella marmellata. Per equità, inseriremo tanto i commenti a cinque stelle (nessun riferimento politico, in questo caso), quanto quelli ad una stella: il bestiario sarà così più completo (e dimostreremo che l’idiozia alberga tanto tra gli onesti quanto tra i farabutti).

C’è chi si dichiara pronto a passare alla concorrenza:

Passo a jamendo music! Bye bye spotimerda

Per gli account gratuiti su cell non è possibile fare quasi nulla: saltare canzoni, sceglierne una, oltretutto con una qualità del suono pessima…meglio altri programmi come SoundCloud o Youzeek. Mi avete anche bloccato l app craccata premium: vergogna.

E c’è chi ha idee alternative su come spendere i soldi che vicerversa sarebbero andati a Spotify:

Non è possibile pagare seriamente 10€ al mese per della musica, che poi, parliamoci da amici, NESSUNO ACQUISTA LA MUSICA, FIGURIAMOCI COMPRARE UN ACCOUNT PREMIUM DA PAGARE OGNI MESE, CON STI SOLDI VADO A TROI*

C’è chi la butta sulla politica:

App stupenda. Merita assolutamente le 5 stelle. Dopo anni di musica scaricata illegalmente online, finalmente un modo per remunerare tutto il lavoro che sta dietro al mondo della musica. Emblema di un’Italia che vota per l’ “honestaaaa” ma che di onesto ed etico ha ben poco. #buffoni #disonesti #truffatori

Quelli che scrivono che non vale la pena spendere 120 annui sono solo dei pezzenti comunisti che dovrebbero solo stare zitti perché finché la crack funzionava tutti felici, vi rendete conto di quanto siete parlati? Considerando che se sei studente paghi la metà oppure ti fai l account family e dividi le spese pagando appena 2.50 al mese. Detto basta lamentarvi e incassate poracci di m3rda é come se voi rubaste in un negozio e quando vi scopro e vi fermano vi incazzare, siete solo delle m3rde con le pezze al cul0.

E, sulla stessa linea, c’è chi si accanisce sui poveri:

Avevo la versione craccata fino a ieri, stamattina ho fatto l’abbonamento. Quel che mi dava fastidio era il fatto che io dovessi pagare mentre altri furbetti, con la versione craccata, no. Bravo Spotify. Alzalo pure a 15€ sto prezzo, io Spotify lo uso almeno 8 ore al giorno, e a differenza di alcuni morti di fame, non ho problemi a pagare. Ridicoli i pezzenti che danno del ladro a Spotify, avendolo derubato per mesi. Ciaone

Ma non è finita qui. Ecco il top:

Fate schifo come i bambini neri!

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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