Tony Iwobi o della libertà

Condividici

Tony Iwobi sarà il primo senatore di colore nella storia della Repubblica Italiana. La cosa è già di per sé notevole, ma il tutto è stato amplificato dal fatto che la candidatura è giunta dalla Lega.

Ma come? Il partito che vuole allontanare circa mezzo milione di immigrati candida un uomo di colore, che di quegli immigrati è un rappresentante? 

Il gesto è solo apparentemente illogico: cerchiamo di comprenderne il perché. 

 

Tony Iwobi con Matteo Salvini, segretario della Lega. Da meteoweb.eu.

Essere liberi all’interno di un paese straniero significa, per l’appunto, poter partecipare a questa libertà: quindi, l’immigrato, se è veramente entrato a far parte del nuovo contesto sociale, potrà muoversi come tutti quanti gli altri. Iwobi, proprio come tutti gli italiani, ha avuto la possibilità di votare la Lega, addirittura di poter partecipare alle sue lotte politiche.

Se l’immigrato, una volta entrato a far parte della nuova nazione, non può far altro che partecipare alle lotte politiche in difesa della libertà dell’immigrazione, allora non riuscirà mai ad emanciparsi dal suo status di “diverso”. Libertà, infatti, significa anche negare quanto si è stati fino a un certo punto della propria vita e,

Matteo Salvini ostenta la maglietta con il suo slogan più famoso. Da Libero Quotidiano.

di fatto, chi emigra cerca di fare proprio questo: negare parte del proprio essere cambiando paese, vista, lingua, comunità. Ora: la libertà permette di rivendicare la propria diversità, ma anche di poterla totalmente abbandonare. Iwobi, molto chiaramente, vuole essere pienamente italiano: vuole avere la possibilità di poter essere un leghista. Di conseguenza, negare il proprio status di “immigrato” e diventare italiano a tutti gli effetti, fino a entrare nella schiera di chi gli immigrati non li vuole.

 

Il problema, infatti, è più a monte: chi ha reso possibile la libera scelta di utilizzare un linguaggio violento per parlare di immigrazione? Cos’è, se non violenza, vedere nell’uso delle ruspe l’unica soluzione per poter avere a che fare con il diverso? Si può avere la libertà di negare una libertà agli altri? L’Italia di oggi è chiamata a porsi tali quesiti e, ovviamente, a trovare risposte.

 

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*