Censura su Facebook: la Venere di Willendorf è pornografia. Siamo certi di voler affidare le nostre sorti agli algoritmi?

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pornografico[por-no-grà-fi-co] agg. (pl.m. -ci, f. -che), anche abbr. porno
1 Che raffigura o descrive esplicitamente atti sessuali: fotografia, rivista p.
2 Indecente, sconcio, osceno: materiale, spettacolo p.

Prendo per comodità la definizione de ‘il Sabatini Coletti’, facilmente consultabile attraverso le pagine del Corriere della Sera.

Per Facebook, la statua che sormonta questo breve articolo rappresenta un contenuto pornografico: un’immagine rappresenante Venere di Willendorf, statua simbolo di fertilità scolpita appena 30.000 anni fa, è stata infatti rimossa dal profilo di Laura Ghianda – una donna che si autodefinisce “artivista” – in quanto contenuto inappropriato.

In barba ai cambi di policy del 2015, che consentirebbero la pubblicazione di “fotografie di dipinti, sculture e altre forme d’arte che rappresentano nudi”, l’algoritmo di Facebook continua a censurare pezzi di storia dell’arte.

(E’ di questi giorni la vicenda di una Professoressa francese che ha denunciato Facebook per aver chiuso nel 2011 il suo profilo per aver pubblicato il dipinto ‘L’Origine du monde’ di Gustave Courbet, chiedendo danni per 20.000 dollari. Il 15 Marzo un giudice si esprimerà al riguardo).

(‘L’Origine du monde’ di Gustave Courbet: un’opera decisamente più pornografica, laddove volessimo usare la categoria per l’arte).

Ad ogni modo, queste vicende rappresentano un buon memento per chi vorrebbe che a regolare il mondo digitale siano gli algoritmi (stabilendo, per esempio, la veridicità delle news in circolazione).

Siamo certi ne trarremmo giovamento?

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