Le vergognose uscite di Forza Nuova sanciscono il tradimento dello Stato italiano

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Della violenza di questa campagna elettorale bisogna parlarne per rilevare un problema ben più a monte e ben più grave della violenza dei fascisti: il tradimento in atto dello Stato italiano, sedicente democratico e costituito sull’antifascismo.

Infatti, per quanto un topo di fogna sia ributtante, non è utile prendersela con lui: bisogna invece denunciare il servizio carente della disinfestazione.

Iaccarino è un picchiatore candidato alle politiche del 4 marzo nelle liste di Forza Nuova, il movimento neofascista comandato da Roberto Fiore. Iaccarino, a quanto pare, ha in FN lo stesso ruolo che aveva Borghezio nella Lega: quello del fenomeno da baraccone che spara a zero su tutto e tutti, rendendosi più che altro ridicolo. Ma c’è da dire, e so che chi legge stenterà a crederlo, che Borghezio ha molto più buongusto. Infatti, il grasso leghista nei suoi comizi, dopo aver gridato con rabbia bavosa che bisogna bruciare le moschee con tutte le merde mussulmane chiuse all’interno, seguiva il consiglio degli avvocati e aggiungeva – creando un effetto comico degno del miglior Totò – “detto con la massima moderazione”.

Iaccarino, manco questo. Solo le uscite più recenti: sostiene che è ridicolo che una donna nera possa rivolgere la parola ai bianchi. Roba mai vista nemmeno durante lo schiavismo americano: A me sembra ridicolo che tu, negra, parli italiano… e magari hai anche il passaporto italiano… e che stai in Italia… e che abbia diritto di parola verso dei bianchi… e che forse sei stata a letto con uomini bianchi…

Ritiene l’olocausto degli ebrei “sensato” – il che fa pensare quasi con tenerezza alla povera capacità logico del suo povero cervello – ma non solo. Ha avuto il buon gusto di scrivere questa mostruosità proprio in concomitanza della nomina a senatrice a vita della signora Segre. Ha risposto così a un tweet di Nicola Fratoianni che ringraziava il capo dello Stato per aver fatto un gesto di riconoscenza verso gli ebrei italiani che subirono una atroce e insensata persecuzione razziale da parte di nazisti e fascisti. «Perche’ ”insensata”? Guardi gli ebrei al comando del mondo di oggi dove ci stanno portando. Ah scusi dimenticavo… lei non e’ italiano, e’ per la dittatura del proletariato, non le interessano le sorti di questa Nazione».

E poi, minaccia di uccidere, “uno ad uno”, i suoi avversari politici. O meglio, quelli che lui ritiene suoi avversari politici. Che sia tutta una reazione disperata a un gravissimo complesso di dimensioni falliche? Il fascismo non è estraneo a una buona dose di omosessualità repressa che si sfoga in una virilità esasperata e fuorviante. “Il problema lo avrete voi tutti… quando comincerò ad uccidervi uno ad uno. Le troie comuniste amanti del cazzo negro saranno arrostite su appositi roghi”.

Ma non è questo il punto: che i fascisti siano dei poveretti, non è una novità, non è interessante da dire. Quel che più ci interessa è domandarci: come è possibile che lo Stato italiano permetta che un candidato alle politiche arrivi addirittura a minacciare di morte gli avversari? Specie considerando che neanche due giorni fa è stato accoltellato, da “ignoti”, un esponente del partito di sinistra Potere al Popolo, partito che per altro ha esplicitamente una vocazione minoritaria, essendo per lo più incapace di parlare al “popolo”, appunto.

Razzismo e antisemitismo, roba all’ordine del giorno ormai. Ma proprio mentre la violenza monta come una meringa infetta e questa campagna elettorale assume i toni di una specie di guerra civile pigra, pochi giorni dopo che un esponente della sua stessa area politica è sceso in strada a sparare a caso sulle persone, il dottor Iaccarino se ne esce con minacce di morte! nell’indifferenza generale dei cittadini, prima, e delle istituzioni poi.

È una vergogna. Con l’indifferenza muore la libertà, muore la democrazia. La colpa è quindi nostra, degli indifferenti. Dobbiamo odiare, più che i fascisti, gli indifferenti, questi “pesi morti della Storia”. E a maggior ragione, odiando l’indifferenza, possiamo a questo punto ritenerci traditi dallo Stato, che permette che un simile linguaggio possa essere adottato come mezzo di campagna elettorale.

È un tradimento se l’istituzione che deve garantire i diritti e le libertà individuali, si sottrae alla propria ragion d’essere e permette quello che sta accadendo in questi giorni. Inutile prendersela con i ratti: la vera colpa è del disinfestatore che non ha rispettato il contratto. E nostra, che “ce ne freghiamo”, rendendoci complici.

Antonio Marvasi

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