Amos Oz: “Cari fanatici”

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È uscito recentemente per i tipi della Feltrinelli l’ultima, urgente, fatica letteraria del famoso scrittore israeliano Amos Oz: Cari fanatici.

Per Amos Oz il fanatismo è un male che affligge tutta l’umanità, a prescindere dalle religioni o dalle ideologie. Nega quindi che l’islam abbia il monopolio del fanatismo, che è in verità più antico di ogni ideologia, e quasi un elemento genetico dell’essere umano. Fanatici erano i sovietici che distruggevano le chiese a cannonate, fanatici sono certi sionisti, fanatici sono i violenti, di qualsiasi schieramento politico. La definizione che ci viene proposta, molto convincente, è questa: “è fanatico colui che considera la giustizia più importante della vita, qualunque sia il significato che si dà alla parola giustizia”.

In ognuno di noi è quindi presente un nucleo di fanatismo, che si manifesta in prima istanza nel desiderio di rimodellare gli altri “per il loro bene”. Il vero fanatico non è interessato alle persone e nemmeno al sociale, ma solo alla sua fede e alla sua idea, ed è riconoscibile innanzitutto per la mancanza di senso dell’umorismo. “A più di dieci anni dall’uscita di Contro il fanatismo, Amos Oz sente la necessità di ritornare sul tema con tre nuove riflessioni che riprendono il discorso rielaborandolo, ampliandolo e aggiornandolo. Il filo conduttore è ancora una volta una disamina del fanatismo unita a una pacata apologia della moderazione. A prescindere dal tipo di fede e dal contesto in cui il fanatismo – religioso, politico o culturale – si esprime, esso è per Amos Oz il vero nemico del presente. Accanto a questo tema Oz torna anche sulla situazione attuale del Medio Oriente e del conflitto israelo-palestinese. Un libro coraggioso e mai così urgente come oggi.”

Cari fanatici racchiude tre interventi di Amos Oz. Come sempre, sia che racconti sia che spieghi, lo scrittore si esprime con una limpidezza unica: leggendo queste pagine è come essere lì ad ascoltare la sua viva voce. “Sono pagine scritte non da uno studioso o da un esperto, ma da un uomo profondamente coinvolto nella realtà di cui si parla,” scrive nella Prefazione. Il filo conduttore di questi testi è ancora una volta una disamina del fanatismo e una pacata apologia della moderazione. A prescindere dal tipo di fede e dal contesto in cui il fanatismo si esprime – sia esso religioso, politico o culturale –, esso è per Amos Oz il vero nemico del presente. Accanto a questo tema Oz torna in queste pagine anche sulla situazione del Medio Oriente, in generale, e del conflitto israelo-palestinese più specificatamente. Dopo il primo e più esteso saggio intitolato Cari fanatici il libro prosegue con un elogio della diversità come ricchezza – “Tante luci e non una sola” e infine con un invito a Israele a “liberarsi rapidamente da alcuni suoi sogni” per guardare dritto in faccia la realtà delle cose.

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