La fake news del migrante senza biglietto e l’odio di classe al contrario

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Senza biglietto, senza bagagli, ma con uno smartphone di nuova generazione di quelli costosissimi.

“E’ l’esempio lampante della totale assenza di certezza della pena che il nostro Paese ha regalato a queste persone che non sono più disponibile a chiamare “rifugiati”.
Arriverà a Milano, viaggiando su un posto che costa 86€, con 4€. Impunemente.
Senza poter sperare che gli facciano neppure in una multa, perché tanto quando l’avrebbe pagata?

Questo sta andando a Milano senza alcun bagaglio. Non ha pagato un biglietto e dice di non avere soldi. Non parla la nostra lingua.
Parlano di integrazione. Di comprensione. Di accoglienza.
Ci prendono per il culo e noi li tolleriamo.
E ora mi raccomando scannatevi tra “razzista” e “buonista” eh….”

Il nero divenuto suo malgrado protagonista di un post presto divenuto virale (il succitato) ha rappresentato il perfetto capro espiatorio: di un colore fastidioso, senza un biglietto (come fosse una preorgativa delle c.d. risorse, quella di pagare il biglietto) e con a disposizione uno smartphone nuovo di zecca (come se debba essere una prerogativa bianca, quella di avere smartphone costosissimi a fronte di miseri introiti).

E così, sull’immigrato in questione (di cui è stata postata la foto senza censura, in barba a qualsiasi principio di rispetto della privacy) sono piovuti insulti di ogni tipo, anche a causa dello smartphone.

Nella guerra dei poveri, l’odio di classse funziona al contrario.

Per la cronaca, Trenitalia – interpellata da Giornaltettismo – ha fatto chiarezza, smentendo il post (divenuto, di fatto, una fake news):

Mentre effettuavo la controlleria a bordo del treno 9608 di oggi febbraio 2018, un passeggero mostrava un titolo di viaggio non valido per il treno in oggetto. Scopro che non parla italiano e parla un inglese molto stentato. Gli comunico il prezzo da pagare per la tratta Roma-Bologna, mi fa capire che non ha soldi e insiste nell’indicarmi il titolo di viaggio in suo possesso: successivamente, gli chiedo le generalità e un documento. Scoprendo che era sprovvisto di documenti, gli chiedo di seguirmi nel vestibolo, per la sua privacy e per tutti gli accertamenti del caso. Nel vestibolo, dopo ulteriore richiesta del documento, tirava fuori un titolo di viaggio cartaceo valido per il treno 9608. A quel punto, chiarita la posizione del cliente, ho proseguito la mia attività di controlleria

Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno).
Dal 2017 vicedirigo ‘L’Opinabile’ e per L’O provo a vedere che succede nel mondo.
Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo.
Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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Dal 2009 dirigo una testata da mezzo milione di lettori al mese (a volte più a volte meno). Dal 2017 vicedirigo 'L'Opinabile' e per L'O provo a vedere che succede nel mondo. Scrivo tantissimo, spesso non mi firmo. Perché poi quando mi rileggo a volte mi piaccio e a volte non mi piaccio, come quando mi guardo allo specchio.

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