Terrore a Macerata: Luca Fiani, la sindrome borderline e il porto d’armi

Nella confusione, dovuta anche all’impatto effettivamente forte della notizia sull’emotività collettiva (dopo mesi – se non anni – di violenze verbali sui social, con lo sdoganamento di offese, razzismi e fake news, abbiamo visto per la prima volta la violenza diventare reale), un aspetto sembra essere passato sotto silenzio nell’agguato di Macerata che ha visto sei immigrati subsahariani feriti dal militante d’estrema destra Luca Fiani.

Prendiamo uno stralcio di ‘Macerata, Luca Traini è in carcere in isolamento per strage aggravata dal razzismo. A casa aveva il Mein Kampf’ (da Il Fatto Quotidiano)

Una strage da lui stesso annunciata. Dopo aver preparato la sua pistola Glock con due caricatori, la bandiera tricolore e il porto d’armi infatti, sabato mattina è salito a bordo della sua auto e ha lasciato Tolentino, la città dove viveva con la nonna e la madre, diretto a Macerata. Ha imboccato la superstrada numero 77 e lì ha fatto una sosta all’autogrill: dopo aver ordinato un caffè si è rivolto alla barista e le ha detto: “Ciao, vado a Macerata a fare una strage“.

Prendiamo quindi uno stralcio di ‘Borderline, seguito dai medici, lasciato dalla fidanzata: ecco chi è Luca Traini’ (dal ‘Secolo d’Italia’)

Gli amici raccontano fosse seguito da un medico che lo aveva definito borderline. Proprio lo scorso anno la fidanzata lo aveva lasciato ed era anche stato allontanato dalla palestra Robbys di Macerata e Tolentino per quello che diceva.

O ancora ‘Soprannominato “borderline” e candidato con la Lega, chi è Traini e le reazioni della politica locale’ (da ‘Ancona Today’)

L’uomo arrestato dai carabinieri dopo la sparatoria avvenuta a Macerata si chiama Luca Traini, è un maceratese di 28 anni che da tempo aveva dato segni di squilibrio e ch lo conosce parla di problemmi che vengono da lontano, tanto da finire in cura da uno pischiatra che gli avrebbe diagnosticato un disturbo borderline. Da qui il triste soprannome: “Luca borderline Traini”.

Luca Traini soffre di  disturbo borderline della personalità ma ha ottenuto un porto d’armi (sia pur sportivo:  sarebbe stato costretto ad usare la pistola solo all’interno di un poligono; ma può essere questo considerato un problema, nel momento in cui si decide di “fare una strage”?)

Solo io trovo inquietante (tra i molteplici aspetti che quantomeno un po’ di inquietudine mi suscitano) il fatto che un personaggio del genere si sia potuto procurare legalmente un’arma da fuoco?

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