Cina: l’economia riprende a correre, Pil sopra le attese a +6,9%

Cresce ben oltre le stime degli analisti il Pil della Cina nel secondo trimestre dell’anno, conquistanddo un 6,9% (contro il 6,8% previosto), andando di fatto a confermare il dato tendenziale del primo trimestre. Un rialzo che, su base congiunturale, si attesta sul +1,7%, nettamente migliore rispetto all’1,3% dei primi tre mesi dell’anno. Non mancano però, come rilevato dall’Ufficio nazionale di statistica, alcune incertezze legate in particolare a prestiti bancari e alla stretta sulle transazioni immobiliari. Ma ad inizio 2017 il governo cinese ha fissato un obiettivo chiaro in merito alla crescita nel corso dell’anno: dopo il 6,7% del 2016, a tutti gli effetti il più lento ritmo di crescita dell’ultimo quarto di secolo, il governo ha deciso di puntare ad un 6,5%; e, stando a quanto sottolineato nel mese di maggio dal premier Li Keqiang il Paese, nonostante i rischi finanziari che recentemente Fitch non ha mancato di sottolineare, potrebbe riuscire a centrare i target di crescita.

Molto interessante è anche il dato relativo alle vendite al dettaglio che, nel mese di giugno, hanno fatto registrare un incremento dell’11% su base annua, con un miglioramento rispetto al 10,7% di maggio e al 10,6%, come stimato dagli analisti. Da dicembre 2015 ad oggi non era mai stato registrato un ritmo di crescita così rapido, forte degli ottimi dati relativi alle spese per tlc, con un +18,5%, a quelle per le auto, +9,8% e a quelle relative ai materiali per l’edilizia, +15,2%. Infine in merito alla produzione industriale in Cina, il rialzo annuo si è attestato, a giugno, a +7,6%, superando ampiamente il 6,5% relativo ai due mesi precedenti e le stime degli analisti. Secondo quanto rilevato dall’Ufficio nazionale di statistica il dato nel primo semestre è del 6,9%, in miglioramento rispetto al 6,8% del primo tremestre. Spinto dal comparto manifatturiero, con un +8% e dalla produzione di gas, acqua ed elettricità con un +7,3%, si conferma così che il ritmo di giugno è il più sostenuto dal mese di marzo.

Non tutto quel che luccica però è oro e dunque occorre sottolineare che gli analisti non hanno mancato di rilevare i rischi per l’economia cinese, che deve fare i conti con il costante aumento del debito, con un eccesso di capacità produttiva in settori chiave come quello del cemento e quello dell’acciaio. Ma anche dal continuo gonfiarsi della bolla immobiliare. Secondo quanto recentemente dichiarato da Xi Jinping la priorità dovrà essere quella di intervenire sul debito delle industrie e aziende statali per ridurlo.

Daniele Orlandi

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