Il Milan grande in quattro anni. Quando non sarà più di Li Yonghong?

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Ho dubitato il closing avvenisse davvero. Ho dubitato dell’esistenza dei cinesi disposti ad acquistare il Milan (ad oggi, d’altra parte, non è poi troppo chiaro cosa abbiano fatto / cosa facciano, nonostante la pagina di Wikipedia dedicata al Presidente Li Yonghong).

Ma in realtà il closing è avvenuto davvero e il nuovo entourage del club s’è insediato. Sul campo, i ragazzi di Montella hanno inspiegabilmente iniziato a perdere colpi, conquistando un punto complessivo contro Crotone ed Empoli (rispettivamente terzultima e quartultima) e perdendo l’ultimo match di campionato in casa contro la Roma per 4-1.

Sono attualmente sesti e – soprattutto per demeriti altrui (vedi le ancor più disastrose Inter e Fiorentina) – riuscirebbero così a ritornare in Europa, dopo due anni d’assenza.

Per la porta secondaria, l’Europa League, ma sarebbe comunque un ritorno in Europa.

D’altra parte, ai margini della debacle contro i giallorossi, l’amministratore delegato del Milan Fassone ha parlato degli obiettivi della società neo insediata: “Abbiamo un piano preciso, la proprietà ha deciso di effettuare un investimento importante. Vogliamo tornare in Europa e competere con le prime del classe nel giro di quattro anni”.

Quattro anni: una tempistica assolutamente onesta intellettualmente (considerando che si partirà, ancora una volta, pressoché dalle ceneri, fatta eccezione per qualche giovane d’estremo talento).

Ma che potrebbe non vedere già i cinesi alla guida della società. Ce lo spiega ‘Calcio e Finanza’ nell’articolo dedicato al fondo Elliot che – di fatto – pesa come una spada di Damocle sull’attuale proprietà.

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