Corea del Nord: test missilistici in aumento per inviare un messaggio a Donald Trump

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Un segnale agli Stati Uniti d’America e a Trump? Sarebbe questo il motivo legato al recente netto aumento di test missilistici, alcuni dei quali ancora di tipo sperimentale, da parte della Corea del Nord, secondo quanto riferito da diversi funzionari americani.

A quanto pare al regime di Kim Jong Un non interesserebbe molto l’esito positivo o il fallimento di tali test, considerato peraltro il fatto che gran parte di essi non sono andati a buon fine, quanto piuttosto che il presidente degli Stati Uniti prenda atto del fatto che la Corea del Nord è un serio attore internazionale che non bisogna dunque prendere sotto gamba. A Nbc News uno dei funzionari degli Stati Uniti ha dichiarato, ‘vogliono mostrare che possono farlo. Credono che da ogni lancio, che sia un successo o un fallimento, sia possibile apprendere sempre qualcosa di nuovo”. Soltanto lo scorso venerdì un missile in grado di colpire precisi obiettivi in Corea del Sud è esploso pochi minuti dopo il lancio, con conseguente dispersione di detriti sulla terraferma e in mare; il missile, chiamato NK-17, è uno di quelli ‘sperimentali’, ovvero che vengono lanciati sapendo che potrebbero detonare e dunque non risultare ancora efficaci nel colpire obiettivi prestabiliti.

Stando alle informazioni emerse, anche sei degli otto lanci (effettuati in un anno) di Musudan, un missile balistico a medio raggio molto potente che, teoricamente, potrebbe colpire Guam così come le isole Aleutine, nel Pacifico settentrionale, non sarebbero andati a buon fine, nonostante tali vettori siano considerati i più avanzati della Corea del Nord. Così come quello dello scorso 12 febbraio, di un vettore che i nordcoreani hanno lanciato da un sottomarino. Ma più importante, per il Paese guidato da Kim Jong Un, sarebbe il simbolismo politico ed il messaggio destinato a Donald Trump. I coreani starebbero cioè “fissando una ‘baseline’ con il nuovo Presidente, sono seri e vogliono assicurarsi che lui lo sappia”. Del resto gli Stati Uniti hanno preso atto dell’aumento nell’ultimo periodo, dei lanci di missili effettuati dalla Corea del Nord, attribuendolo all’inaugurazione del neo presidente. Nei primi quattro mesi del 2016 la Corea del Nord ha lanciato cinque missili, senza alcun successo mentre quest’anno sono già stati lanciati dieci missili ed almeno cinque lanci sarebbero riusciti.

Non vi sono stati lanci tra le elezioni americane e la cerimonia di insediamento del nuovo presidente. Ma nelle sei settimane successive Pyongyang ha lanciato sette missili, con lo spettacolare lancio di quattro missili, tre dei quali finiti nel mar del Giappone, effettuato nel mese di marzo. E non è tutto perchè nelle ultime ore è arrivata una nuova minaccia da un portavoce del ministero della Difesa di Pyongyang: il ‘regno eremita’, ha dichiarato sarebbe pronto a condurre, in qualsiasi momento il sesto test nucleare poichè “totalmente pronto a rispondere ad ogni misura presa dagli Stati Uniti”.

Daniele Orlandi

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