Cambiamento climatico: ‘river privacy’ in Canada, l’arretramento del ghiacciaio ha modificato il percorso di un fiume

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Fenomeno non solo raro ma forse unico nel suo genere e legato a doppio filo ai cambiamenti climatici, quello monitorato nell’ultimo anno in Canada e raccontato in uno studio pubblicato su Nature Geoscience. L’arretramento del grande ghiacciaio Kaskawulsh, nello Yukon, nel nord del Paese, ha radicalmente cambiato il corso dello slims river, fiume che veniva alimentato proprio dal fronte del ghiacciaio. E’ quanto emerso dallo studio “River piracy and drainage basin reorganization led by climate-driven glacier retreat” che ha documentato l’arretramento del fronte del Kaskawulsh nel corso dell’ultimo secolo e gli eventi geologici ad esso correlati. Il fiume, che veniva alimentato dall’acqua prodotta dallo scioglimento del ghiacciaio, proseguiva a nord sfociando nel Mare di Bering ma, come evidenziato dagli esperti, le acque sono via via andate ad unirsi a quelle del fiume Kaskawulsh, che fluisce a sud verso il Golfo dell’Alaska. Il coordinatore dello studio, Dan Shugar, ci ha tenuto a sottolineare che “nessuno, a nostra conoscenza, ha visto un fenomeno del genere apparire nel corso della nostra vita”, segno del fatto che il cambiamento climatico è arrivato addirittura a modificare la geografia, ovvero le mappe che per millenni sono rimaste pressochè similari.

Come è stato scoperto? scattando due immagini satellitari, grazie al Sentinel 2 dell’Agenzia spaziale europea, in seguito inserite in una ricerca dell’università Washington Tacoma: la prima risale al 4 ottobre 2015 e mostra il percorso secolare dello Slims River, alimentato dalle acque di fusione del ghiacciaio Kaskawulsh; la seconda invece mostra, il 4 ottobre 2016, uno scenario completamente diverso in seguito all’arretramento di quasi due chilometri del ghiacciaio, tale da ‘asciugare’ il percorso dello Slims river che ha lo ha conseguentemente modificato. Un fenomeno questo, chiamato dagli esperti ‘river privacy’ o ‘furto di un fiume’, che ad oggi non era mai stato documentato, come sottolineato da Shugar il quale ha sottolineato che i geologi conoscevano la ‘stream capture’ ma che “la gente gente aveva visto i dati geologici – migliaia o milioni di anni fa – non nel XXI secolo, dove sta accadendo sotto i nostri occhi”.

Sono diverse le cause della ‘pirateria dei fiumi’: dai movimenti tettonici della crosta terrestre alle frane, da processi di erosione del suolo ad arretramenti o avanzamenti di sorgenti glaciali. E quanto emerso dallo studio è che cambiamenti come quello avvenuto in Canada non sono così prevedibili quanto si potrebbe pensare. “Negli ultimi 300 anni – ha sottolineato il coordinatore dello studio – il fiume Slims scorreva verso il Mare di Bering, e il più piccolo fiume Kaskawulsh scorreva verso il Golfo dell’Alaska. Quello che abbiamo scoperto è che il lago glaciale che alimentava il fiume Slims fiume aveva effettivamente cambiato la sua foce. Si era aperto un canyon di 30 metri attraverso la testata del ghiacciaio. L’acqua di fusione  scorreva attraverso quel canyon, da un lago in un altro lago glaciale, quasi come quando si vede lo champagne versato in bicchieri accatastati in una piramide”.

Questa importante scoperta fa seguito, di pochi giorni, all’allarme di un team di ricercatori svedesi, inglesi e norvegesi i quali con una pubblicazione sulla rivista Nature Climate Change hanno evidenziato rischi pesanti per il permafrost: se la temperatura globale aumentasse di 2°C rispetto all’era preindustriale, ben 6,6 milioni di chilometri quadrati di suolo ghiacciato contenente enormi quantità di metano, si scioglierebbero. Considerato il fatto che il metano è un potente gas serra le conseguenze sarebbero devastanti. E non è tutto perchè, segnalano gli scienziati, qualora non venisse rispettato l’accordo sul clima di Parigi, ovvero mantenere l’aumento della temperatura al di sotto dei 2 gradi, i danni sarebbero esponenzialmente più gravi con una importante ed ulteriore accelerazione del global warming.

Daniele Orlandi

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