Disastri aerei: tra le cause la cattiva conoscenza dell’inglese di piloti e controllori di volo

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Voli internazionali potenzialmente pericolosi? Secondo uno studio, le carenze linguistiche dei piloti con l’inglese potrebbero provocare disastri aerei importanti. Secondo un rapporto commissionato dalla Civil Aviation Authority (Caa), la sicurezza dei voli sarebbe a rischio a causa di uno scarso livello di inglese tra molti dei piloti e dei controllori del traffico aereo internazionale, alcuni dei quali avrebbero ‘barato’ nei test per verificare il livello linguistico. L’inglese è lo standard internazionale per l’aviazione ed è necessario conoscerlo bene per poter pilotare un aereo ma secondo la Caa non tutti lo comprenderebbero e parlerebbero a dovere e questo potrebbe portare a gravi incidenti sia in Gran Bretagna che nel resto del mondo. Dalla relazione è emerso che la conoscenza della lingua tra i piloti risulti in calo ed al di sotto degli standard internazionali richiesti e ha inoltre portato alla luce le falsificazioni, la corruzione e l’inadeguatezza dei test, considerate problematiche chiave di questo abbassamento qualitativo. Il rapporto ha preso in esame 267 voli direttamente collegati ad episodi di cattiva comunicazione ed incomprensioni linguistiche, su un periodo di 18 mesi, 89 dei quali si sono verificati nel Regno Unito.

Dal rapporto sono emersi alcuni casi come quello di un aereo che ha iniziato a percorrere una pista del Midlands airport senza autorizzazione, poichè il pilota non ha capito le indicazioni degli uomini radar, sforando l’incidente. Un altro caso di potenziale incidente dovuto ad una confusione linguistica sulla destra e la sinistra, è avvenuto durante l’atterraggio di un velivolo all’aeroporto di Manchester. La relazione ha rilevato anche presunte truffe con candidati stranieri che hanno superato i test dopo soli dieci giorni di lezioni, un risultato ‘quasi impossibile’ secondo uno dei realizzatori del documento. Altri operatori avrebbero ricevuto i certificati di conoscenza della lingua inglese attraverso ‘strette di mano’ o tramite amici, senza però conoscere realmente la lingua. Gli esperti britannici hanno criticato, oltre alla Gran Bretagna, anche Francia e Spagna in cui sarebbe obbligatorio rivolgersi in inglese ai piloti internazionali ma molto spesso ciò non avviene.

Lo studio ha anche evidenziato che alcuni controllori del traffico aereo fuori dall’Inghilterra non hanno sempre un livello di inglese tale da poter comunicare in modo fluente con i piloti, pur essendo obbligati a rispettare, dal 2008, uno standard internazionale. Insomma la conclusione del rapporto non lascia adito a dubbi: “i problemi di comunicazione relativi alla conoscenza della lingua – si sottolinea nelle conclusioni – sono importanti per la sicurezza aerea al pari di qualsiasi altra questione”, come ad esempio le turbolenze in volo o la gestione dei passeggeri dirompenti’. Il rapporto consiglia dunque di incrementare i controlli a campione per verificare l’effettiva conoscenza della lingua da parte di piloti e controllori ed il fatto che venga utilizzata la terminologia appropriata al posto di un linguaggio ‘semplice’ e basilare’. Il Dipartimento dei Trasporti ha replicato sottolineando che sta discutendo con la Caa in merito al rapporto e il Nats, l’organismo di controllo del traffico aereo, ha dichiarato che ogni errore è stato preso molto sul serio e sarà oggetto di indagine.
Daniele Orlandi

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