Crash test per aerei: Nasa e Faa al lavoro per renderli sempre più sicuri

Condividici

E’ un crash test decisamente particolare quello recentemente realizzato dalla Nasa nel suo Langley Research Center ad Hampton, Virginia, all’inizio del mese. Dieci manichini sono stati posizionati nella sezione della fusioliera di un aereo che è stata poi lasciata cadere da un’altezza di circa 4,3 metri, per verificare le conseguenze dell’impatto al suolo. Si è trattato di un test congiunto tra la Nasa e la Federal Aviation Administration (FAA), con l’obiettivo di capire come la struttura di un aereo avrebbe retto in un incidente simulato. Questo nell’ottica dello sviluppo di aeromobili sempre più resistenti, come sottolineato dagli esperti alla guida del test come Martin Annett, ingegnere della Nasa specializzato nei crash test, che in un comunicato ha sottolineato: “stiamo lavorando con la FAA per aggiornare i requisiti per testare concetti di aeromobili di nuova generazione, in particolare quelli che possono includere materiali compositi”.

Ognuno dei manichini, sei dei quali forniti dalla Nasa e quattro dalla FAA, è stato selezionato per rappresentare una sezione trasversale della popolazione. Otto di loro hanno infatti la massa e l’altezza di un uomo medio mentre uno è più pesante e più alto, andando a rappresentare il 5% della media della popolazione maschile mentre un altro è stato realizzato per rappresentare il 5% della popolazione femminile in quanto più basso e leggero della media. Grazie ad una strumentazione all’avanguardia, gli ingegneri potranno utilizzare i dati raccolti durante i test per capire come i manichini abbiano affrontato lo stress dell’impatto al suolo; inoltre è stata anche simulata la presenza del bagaglio nella stiva per verificare come sarebbe andata ad interagire con la parte inferiore della fusoliera.

Come si può osservare dal video e da una serie di gif realizzate nell’istante della caduta, il pavimento si è sollevato ed accartocciato su sè stesso in seguito all’impatto. Uno dei manichini ha perso il suo poggiatesta mentre quello posizionato al centro del velivolo-test è stato quasi sbalzato via dal suo seggiolino. Al contrario i passeggeri seduti sui lati hanno sopportato bene l’impatto con una bassa probabilità di gravi lesioni. I seggiolini sono rimasti quasi completamente intatti, permettendo di fatto ai passeggeri di evacuare senza intralci. E’ interessante notare come la parte esterna della fusoliera sia stata dipinta con macchie bianche e nere, per consentire alle telecamere di monitorare con esattezza la sua deformazione in seguito all’impatto; un sistema questo, conosciuto come fotogrammeria con le telecamere che tracciano i puntini a 500 fotogrammi al secondo.

Daniele Orlandi

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*