Pankaj Mishra: l’oscura visione del futuro di “Age of Anger”, primo grande libro dell’era Trump

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Pubblicato all’inizio del 2017, il nuovo libro di Pankaj Mishra, “Age of Anger” è stato ampiamente commentato dalla stampa inglese e più in generale dai media di tutta Europa tanto che secondo il Financial Times si è assicurato un posto di riguardo tra gli intellettuali più critici dell’anno. Lo scrittore indiano, romanziere e saggista, presenta una visione sostanzialmente pessimistica di un mondo nel quale populismo ed estremismo religioso derivano dallo stesso male: la frustrazione che la modernità non si è ancora lasciata alle spalle. La visione del Financial Times appare condivisa dalla rivista Vogue, che parla del nuovo lavoro di Mishra come del primo grande libro dell’era Trump, mentre il Los Angeles Review of Books lo indica come “l’autore ideale per fare una ‘diagnosi’ della nostra epoca‘.

Cresciuto in una famiglia ‘semi-rurale’ nel nord dell’India, Mishra ha diviso la sua vita e la sua carriera tra Londra e la città di Shimla, capitale dell’Himachal Pradesh, definendosi un ‘figliastro dell’Occidente’ o, per riprendere un’espressione del Financial Times, un “internazionalista compiuto”, con alle spalle diversi libri e prestigiose pubblicazioni ma che ancora non si sente del tutto appartenente alla cosidetta ‘élite intellettuale’. E’ questo mix di ‘ingredienti’ che ha permesso alla sua ultima analisi, in un libro completato poco prima della Brexit e della successiva elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti (con quell’ondata di nativismo populista che gli ha permesso di trionfare sull’avversaria Hillary Clinton), di ‘esplodere’ nel ricco panorama di saggi e romanzi pubblicati ad inizio anno?

Age of Anger identifica proprio l’ascesa del populismo come una dei principali fenomeni di questo periodo, allo stesso livello del terrorismo islamista. Con la particolarità che Mishra vede in questi fenomeni due lati della stessa medaglia: in altre parole per Mishra il modello esportato dall’Occidente, che coinvolge la secolarizzazione e l’industrializzazione delle società, porta con sè i semi della propria distruzione. Se da un lato la modernità spazza via le strutture tradizionali, dall’altro non riesce a mantenere le sue promesse di uguaglianza e mobilità sociale, scatenando la rabbia di chi vive nell’angoscia di perdere onore, dignità ed il proprio stato. Vi è chi, come il Guardian, sostiene che il futuro non sarà così “scuro e disperato come rivelato nel pensiero di Mishra“. Del resto, sottolinea il quotidiano, se ci basiamo su indicatori quali l’aspettativa di vita ed il tasso di analfabetismo, l’umanità tende decisamente a progredire. Mentre secondo il Finanzial Time Mishra ha raccontato, in Age of Anger, “il tipo di visione della quale il mondo ha bisogno in questo momento”.

Daniele Orlandi

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