La NASA propone un progetto per Terra-formare Marte nel prossimo futuro

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Anche se oggi Marte si presenta come un pianeta freddo e desertico, si pensa che una volta avesse una spessa atmosfera, che lo manteneva ad una temperatura in grado di preservare profondi oceani e corsi d’acqua allo stato liquido. Ma dov’è ora quest’acqua? Una parte è sicuramente evaporata, ma un’altra rilevante porzione giace congelata nel sottosuolo e in calotte polari. Le evidenze della presenza di queste riserve d’acqua su Marte appaiono stringenti e in continuo aumento (link).

Lo scorso mese un team della NASA ha proposto un piano per ripristinare l’atmosfera del pianeta Marte, e renderlo così un ambiente nuovamente abitabile. Il progetto si basa sul lancio di un enorme scudo magnetico interposto tra il Sole e lo stesso Marte, che schermerebbe il Pianeta Rosso dai venti solari.

Le atmosfere dei pianeti sono infatti soggette ad un naturale processo di erosione dovuto ai venti solari, flussi di particelle cariche emesse dal Sole che, interagendo con l’atmosfera, la spazzano letteralmente via. I venti solari sono diretti anche verso la Terra, la cui atmosfera è però protetta dal campo magnetico terrestre.

Il campo magnetico di Marte, invece, collassò alcuni miliardi di anni fa: secondo un recente studio della stessa NASA, sarebbe stata questa la causa principale – unita alla bassa gravità – della secolare diminuzione dell’atmosfera di Marte che, non più protetta da un campo magnetico, fu lacerata dai flussi di vento solare.

Il piano del team NASA, presentato al Planetary Science Vision 2050 Workshop, prevede il lancio di uno scudo spaziale, che genererebbe un campo magnetico sufficientemente elevato da fungere da schermo artificiale, e sopperire così alla mancanza di un campo magnetico marziano naturale. Lo scudo sarebbe anche mobile e capace di orientarsi secondo la direzione di provenienza dei venti solari.

Ciò consentirebbe all’atmosfera di Marte di crescere gradualmente in spessore e in pressione. Con l’aumento dello spessore atmosferico, la cappa di anidride carbonica congelata al Polo Nord si scioglierebbe ed evaporerebbe, azionando così un effetto serra analogo a quello della Terra: anche i ghiacciai così si scioglierebbero, e restituirebbero al pianeta i suoi oceani e i suoi corsi d’acqua.

Forse tutto ciò può sembrare azzardato, ma la realtà è che sono già allo studio simili scudi magnetici, anche se di proporzioni molto minori. Al CERN è in corso di progettazione uno scudo magnetico superconduttore, per proteggere le astronavi e gli astronauti dalle particelle di vento solare.

Le simulazioni preliminari della NASA, che si basano sulla comprensione attuale dei meccanismi di evoluzione del clima di Marte, mostrano primi incoraggianti segnali circa la realizzabilità di un simile progetto di Terra-formazione, anche se i tempi restano ancora molto incerti, e nuove simulazioni più aggiornate saranno necessarie per trarre stime più realistiche. Lo stesso team, mentre riconosce la natura attualmente ipotetica della proposta, rimarca che sarà possibile metterla in pratica in un futuro non remoto. Il report, presentato durante il Workshop, indica come orizzonte generico il 2050, quindi non prima della seconda metà del secolo in corso.

In fondo al report gli autori hanno anche simulato un’immagine di come apparirebbe Marte una volta che fosse stato Terra-formato. Si profila, insomma, una interessante ed eccitante prospettiva futura:  nel giro di due o tre generazioni Marte potrebbe essere artificialmente riportato alla sue antiche condizioni climatiche, e diventerebbe così una nuova piccola Terra.

PER APPROFONDIRE: www.sciencealert.com

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