Pelle dei pesci per curare le ustioni: in Brasile la sperimentazione con la Tilapia

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Pelle dei pesci per curare le ustioni. Non è fantascienza, ma un progetto concreto portato avanti da un team di lavoro a Fortaleza, storica città brasiliana sul mare, nel nord est del Paese, dove alcuni pazienti con ustioni di secondo e terzo grado sono stati sottoposti a questa innovativa terapia nata da un’esigenza. Non è infatti una novità che in numerosi Paesi si utilizzi la pelle di maiale o alternative artificiali per il trattamento delle ustioni particolarmente gravi. Ma in un Paese come il Brasile, dove nè la pelle di maiale nè i trattamenti artificiali sono disponibili in grandi quantità, l’utilizzo della pelle del pesce potrebbe rappresentare una strada da seguire nell’immediato futuro; nel Paese, come ricorda il dottor Edmar Maciel, chirurgo plastico e specialista nel percorso di sperimentazione per il trattamento delle ustioni utilizzando la pelle di Tilapia, ne consegue che la maggior parte dei pazienti vengono solitamente bendati con le garze e viene loro applicata crema di sulfadiazina argentica. Si tratta di una crema in grado di allontanare lo spettro delle infezioni collegate alle ustioni ma, come ricordato dal dottor Jeanne Lee, direttore del centro ustioni presso il centro regionale ustionati nella University of California di San Diego, “non aiuta in termini di cura e guarigione”. Inoltre la crema deve essere applicata quotidianamente, così come il ricambio delle garze, un processo molto doloroso per i pazienti che, nel reparto ustionati del Josè Frote Institute di Fortaleza, arrivano quasi a contorcersi per il dolore mentre le loro ferite vengono medicate e pulite.

La Tilapia, genere di pesci appartenente alla famiglia dei Ciclidi che vivono in acque tropicali in Africa, Sud America e Asia (cit. Wikipedia), è allevato in Brasile ma ad oggi la sua pelle era considerata spazzatura; a quanto pare però utilizzarla, previa sterilizzazione, al posto di bende e garze dà risultati decisamente migliori. Il primo passo nel processo di ricerca è stato quello di analizzare la pelle di questo pesce: è emerso che le proteine di collagene, del tipo 1 e 3 molto importanti nel caso di ustioni, erano presenti in grande quantità, superiore addirittura rispetto a quelle della pelle umana; altro fattore emerso è il fatto che il livello di tensione, di resistenza e di umidità erano di gran lunga superiori rispetto alla pelle umana. E’ stata così applicata dai medici su alcuni pazienti con ustioni superficiali di secondo grado, lasciandola in posizione fino all’assorbimento naturale delle cicatrici; nel caso di ustioni profonde, è necessario cambiare le ‘bende’ di Tilapia un paio di volte per diverse settimane di trattamento, ma pur sempre in misura inferiore rispetto a crema e garze. Anche il tempo di guarigione si riduce di diverse giorni, come confermato dagli esperti, e così l’utilizzo di farmaci antidolorifici. Antônio dos Santos, un pescatore, è tra le prime persone che si sono offerte per testare questo trattamento: a causa dell’esplosione di una bombola del gas sulla sua imbarcazione ha riportato ustioni su tutto il braccio destro: “ho avvertito un calo del dolore – ha spiegato – ho pensato che fosse davvero interessante che qualcosa di simile potesse funzionare”.

Un team di ricercatori ha preparato i primi lotti di pelle di Tilapia presso l’università deferale del Ceará utilizzando diversi agenti sterilizzanti per uccidere tutti i virus prima di confezionarle per la rigenerazione; una volta pulita e trattata questa pelle può durare sino a due anni. E’ improbabile ad oggi, che un trattamento del genere possa raggiungere paesi come gli Stati Uniti, dove le procedure di controllo di organi come la Food and Drug Administration e dei gruppi per i diritti degli animali, fanno aumentare i costi vertiginosamente. Vi è inoltre il problema della risorsa primaria, ovvero del pesce e degli strumenti per sterilizzare la pelle, ma i medici e i ricercatori che stanno lavorando a questo trattamento sono intenzionati ad esportarlo su più larga scala. Se gli studi clinici legati alla composizione delle pelli umane, e le pelli di tilapia, maiale e rana avranno successo, le ‘pelli’ potrebbero essere prodotte su scala industriale e vendute al sistema sanitario pubblico.

Daniele Orlandi

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