La ‘guerra’ del Ruanda ai sacchetti di plastica: controlli serrati in aeroporto

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E’ possibile immaginare un mondo senza sacchetti di plastica? Li utilizziamo quotidianamente per i piccoli o grandi acquisti e pensare di doverne fare a meno è decisamente difficile. Ma ci sono Paesi che, in virtù dei seri rischi ambientali correlati alla loro massiccia diffusione, hanno avviato una vera e propria battaglia contro i sacchetti di plastica cercando in alcuni casi di eliminarli del tutto. Capofila di questo progetto è il Ruanda che, con una popolazione ormai ampiamente superiore ai 13 milioni di abitanti, ha deciso di correre ai ripari già nel 2008 vietandone non solo l’utilizzo ma anche l’introduzione nel Paese attraverso i flussi turistici.

Per tale ragione chi decide di raggiungere il Ruanda in aereo non dovrà rimanere stupito se, nel corso del controllo dei bagagli, i sacchetti di plastica venissero requisiti; si tratta di una decisione strettamente collegata alle problematiche a livello ambientale provocate dall’abbandono di centinaia di migliaia di sacchetti, come ricordato nel corso dell’ultimo World Economic Forum dal Ministro delle Risorse Naturali Vincent Biruta il quale ha sottolineato: “il mio governo ha preso questa decisione a causa dell’inquinamento dell’acqua e del suolo e pur avendo inevitabilmente provocato problemi in termini di trasporto dei prodotti, ha creato anche molte opportunità“.

Del resto non è notizia di oggi che, se non si lavorerà al più presto su scala internazionale per arrestare la diffusione della plastica, entro il 2050 il suo quantitativo nei mari e negli oceani sarà superiore al numero dei pesci e anche il World Economic Forum lo ha nuovamente ribadito Il Ruanda ha deciso di interrompere questo pericoloso percorso prima che diventi irreversibile scegliendo di non esserne parte e coinvolgendo non solo le grandi industrie ma anche i comuni cittadini, con ottimi risultati. “Nel tempo – ha ricordato Biruta – tutti hanno capito che abbiamo guadagnato più dal divieto piuttosto che dal mantenerne l’utilizzo”. Nel Paese si lavora da ormai quasi dieci anni a questo importante progetto avviato con massicce campagne di sensibilizzazione e sfociato in un vero e proprio divieto: dal 2009 infatti chi utilizza i sacchetti di plastica infrange una legge in materia di tutela ambientale; i negozianti hanno il divieto di consegnare ai clienti i sacchetti di plastica e la polizia può arrestare chi li utilizza, controllare scrupolosamente i bagagli alla frontiera o all’aeroporto, confiscandoli immediatamente, o effettuare perquisizioni anche all’interno del Paese per assicurarsi che tutti rispettino questa regola.

Daniele Orlandi

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