Europa radioattiva: rilevato Iodio-131 in sette paesi. Ma da dove viene?

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Ce ne dà notizia il ‘The Sun’, tabloid che – notoriamente – tende al sensazionalismo: pericolose particelle radioattive sono state rilevate in sette diversi paesi europei (Norvegia, Filandia, Repubblica Ceca, Germania, Francia e Spagna).

Gli scienziati ignorano la provenienza esatta delle particelle radioattive (cosa le abbia prodotte: una delle ipotesi riporta ai sottomarini nucleari russi). Ciò che è noto è che provengono dall’Europa dell’Est e che le prime rivelazioni sono giunte già a gennaio (ma non se n’è immediatamente parlato per evitare che si diffondesse il panico).

Ad essere rilevate, tracce di Iodio-131, isotopo radioattivo che “aumentata incidenza (probabilistica) di cancro alla tiroide radiogenico nel proseguimento della vita” (il virgolettato è tratto da Wikipedia, sempre utile per un minimo approfondimento).

In questo caso, però (e per fortuna), l’umanità non rischierebbe alcunché. Astrid Liland, esponente dell’ente del governo norvegese che si occupa della protezione dalle radiazioni, ha infatti dichiarato al ‘Barents Observer’: “Abbiamo misurato piccole quantità di radioattività nell’ambiente solo perché abbiamo strumenti di misurazione davvero sensibili. Le misurazioni avvenute a Svanhovd a Gennaio hanno mostrato valori davvero bassi. Alla stessa maniera sono andate le misurazioni nei paesi vicini, tipo in Finlandia. Il livello non rappresenta un pericolo per gli umani o per l’ambiente”.

Il numero più alto di particelle sarebbe comunque stato rilevato in Polonia: ad ogni modo ciò non rappresenterebbe alcun rischio per la popolazione.

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