Sgarbi, Grillo, la Raggi e il neologismo “depensante”

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Durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, Vittorio Sgarbi ha fatto una rivelazione: Grillo considera la Raggi una totale “depensante”. Al di là della cronaca politica (anche perché il giorno dopo si è dimostrato che la telefonata registrata non esiste) da dove viene questo neologismo?

“La telefonata è avvenuta poco prima dell’ultimo editto sugli indagati, quando Grillo ha capito che, se cade la Raggi cade tutto. La vuole tenere in piedi come quando tenevano in vita Brèžnev. Ma lei non è più viva, è un automa, è plagiata. Grillo infatti mi ha detto che purtroppo la Raggi era deviata da Marra e dagli altri e non poteva controllarla. E lui vuole controllare e dominare questi depensanti e minus habentes senza cervello”, precisa Vittorio Sgarbi.

“Un giorno ero con Parenzo e abbiamo chiamato Beppe Grillo insieme. Abbiamo registrato la telefonata, lo abbiamo fatto apposta. E lui mi ha detto: ‘Guarda Vittorio, dobbiamo difendere la Raggi ma è una depensante, una totale depensante, una povera cretina assoluta depensante. E’ il modello perfetto per quello che voglio al potere. La vorrei mollare, ma, se la mollo, casca tutto”. Dichiara Sgarbi a La Zanzara, telefonata confermata dal co-conduttore della trasmissione insieme a Cruciani, David Parenzo.

Radio 24
Giuseppe Cruciani e David Parenzo conducono la trasmissione ” La Zanzara “
ph. © Paolo Poce / Sintesi Visiva

La cosa, ovviamente, avrebbe avuto moltissimo interesse politico, se fosse stata reale. D’altronde, non sembra dire niente di nuovo. Che Virginia lo-dico-a-Grillo Raggi sia una persona vuota e manipolata, è la sensazione che abbiamo tutti. Basta sentirla parlare un minuto. Vorrei però concentrarmi su un dettaglio linguistico. Conoscevate la parola “depensante”?

Personalmente, abitando all’estero e guardando poca televisione, mi era sfuggita. Si tratta infatti di un neologismo, ma ammetto che mi convince poco. Derivato dal participio presente pensante con l’aggiunta del prefisso de-.

Questo prefisso si trova in molte voci di derivazione latina, nelle quali indica ora allontanamento (deportare), ora abbassamento o movimento dall’alto in basso (degradare), ora privazione (detrarre; cfr. anche demente), ora ha valore negativo (decrescere), ecc. In verbi di formazione recente, come il nostro “depensante”, spesso formati sull’esempio del francese, corrisponde per lo più a dis– o s– (in francese il pref. – corrisponde non all’ital. de– ma a dis-, e indica separazione, privazione o azione contraria).

Costruito evidentemente sul modello di “benpensante” – che pensa bene – “depensante” è qualcuno che non pensa. La definizione che ne dà la Treccani nel suo portale dei neologismi è:

Privo della capacità di pensare con la propria testa, preferendo spesso conformarsi al pensiero di altri.

Insomma, si adatta perfettamente al caso di Virginia Raggi.

Facendo una rapida ricerca su youtube e su google, vediamo che la parola è usata soprattutto da Sgarbi. Ed è infatti lo stesso Sgarbi ad informarci sulla sua origine, in un articolo apparso sul Giornale, 2 ottobre 2002, p. 1 : “Carmelo Bene aveva coniato il neologismo «depensanti» per coloro che, pur essendo dotati di intelligenza, non hanno un pensiero originale, come gran parte dell’umanità.”

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